Pakistan. Attacco kamikaze contro deputato: 12 vittime
06 Ottobre 2008
di Redazione
Almeno dodici persone sono state uccise e altre cinquanta sono rimaste ferite, fra cui un deputato, in un attacco kamikaze nel centro del Pakistan contro la residenza di questo parlamentare. Lo ha indicato la polizia.
Il nuovo attacco non è stato rivendicato, ma si aggiunge a una lista impressionante di attentati suicidi commessi in Pakistan da estremisti islamici legati ai talebani e ad al Qaida che hanno provocato quasi 1.300 morti in poco più di un anno.
Questa volta, il kamikaze ha attraversato la folla radunata davanti alla casa del deputato Rashid Akbar Nowani, esponente del partito dell’ex primo ministro pachistano Nawaz Sharif, nella città di Bhakkar nella provincia del Punjab, in seguito ha fatto saltare in aria gli esplosivi che aveva con sè. "E’ un attentato suicida. E’ stata trovata la testa del kamikaze. Almeno dodici persone sono rimaste uccise" e altre 53 sono rimaste ferite, ha precisato l’ufficiale di polizia Khadim Hussain. Il deputato Nowani è stato ricoverato in ospedale con una cinquantina di altri feriti, alcuni dei quali sono in gravi condizioni: lo ha reso noto il medico Chaudhry Ahsan-ul-haq.
"Nowani è ferito alle gambe, ma sembra fuori pericolo", ha precisato il medico, che parla di una situazione di crisi" nel nosocomio. "Non è grave. Sta bene", ha assicurato il fratello del politico preso di mira, Saeed Akbar. Si tratta del terzo attentato in cinque giorni contro politici.
Giovedì scorso, quattro persone erano rimaste uccise nel nordovest del Pakistan quando un kamikaze si era fatto esplodere tentando di entrare nell’abitazione del leader di un partito della coalizione di governo, che non era stato ferito. L’attacco kamikaze era avvenuto nella città di Charsadda, nella provincia della frontiera di Nordovest (Nwfp), di fronte alla residenza di Asfandyar Wali Khan, presidente della commissione degli affari esteri del Parlamento pachistano e leader del Partito nazionale Awami.
Questa provincia lambisce le zone tribali al confine con l’Afghanistan dove l’esercito pachistano affronta i combattenti islamici vicini ai talebani e ad al Qaida. Questa regione si è imposta come "nuovo fronte della guerra contro il terrorismo", dove gli Stati Uniti sono convinti che i talebani afgani e al Qaida si siano riorganizzati con l’appoggio di talebani del Pakistan. Raid missilistici attribuite alle forze statunitensi americane si stanno moltiplicando nelle zone tribali pachistane. E nella zona tribale di Bajaur, l’esercito pachistano conduce da due mesi un’offensiva contro questi combattenti islamici che
hanno fatto, secondo i soldati, più di mille morti nei ranghi dei ribelli. Bajaur è considerata un rifugio sicuro dei talebani che combattono le truppe internazionali, soprattutto statunitensi, in Afghanistan, e una roccaforte dei combattenti di al Qaida riuniti sotto l’insegna del movimento dei talibani del Pakistan
