Pakistan. Fermati 32 pescatori indiani per sconfinamento acque Islamabad
29 Ottobre 2010
di Redazione
Trentadue pescatori indiani sono stati arrestati dalle autorità pakistane per avere sconfinato nelle acque territoriali di Islamabad. A riferirlo è il quotidiano Hindustan Times, citando fonti della sicurezza di Nuova Delhi, secondo cui la Marina pakistana ha anche sequestrato le sei barche su cui si trovavano i pescatori al momento dell’arresto.
Da anni i pescatori indiani e quelli pakistani sono al centro di continui arresti con l’accusa di aver sconfinato in quelle che sono considerate da ciascun paese le proprie acque territoriali. Uno degli elementi di tensione tra l’India e il Pakistan è la questione dell’estuario del Sir Creek, situato nella zona al confine tra il Gujarat e la regione pakistana del Sindh. All’origine della disputa vi sarebbero due mappe tracciate nel 1914 (su cui il Pakistan fonda le proprie rivendicazioni) e nel 1927, su cui sono segnati confini differenti.
Ulteriore complicazione per la delimitazione della frontiera è l’accumulo di sedimentazione che ha creato nuova terra non esistente nelle mappe storiche. Lo scorso mese Islamabad, come segno di riavvicinamento a Nuova Delhi, ha rilasciato 442 pescatori indiani, arrestati anch’essi per sconfinamento nelle acque pakistane, che avevano scontato la pena comminata.
