Pakistan. Usa intensifica attacchi contro Al Qaeda

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Pakistan. Usa intensifica attacchi contro Al Qaeda

27 Marzo 2008

Gli Stati Uniti hanno intensificato gli
attacchi unilaterali contro al Qaeda e i talebani attivi nelle
zona tribale del Pakistan, nel timore che il nuovo governo di
Islamabad chieda di ridurre le operazioni militari.

Stando a
quanto riferito da funzionari americani al Washinghton Post,
l’amministrazione Usa vuole infliggere perdite pesanti alla rete
terroristica di al Qaida prima che vengano limitati i poteri del
Presidente pachistano Pervez Musharraf.

Negli ultimi due mesi, i velivoli Predator Usa hanno colpito
almeno tre siti usati da esponenti di al Qaida, uccidendo 45
persone, con il tacito consenso di Musharraf e del Capo di stato
maggiore, generale Ashfaq Kiyani. I due leader pachistani hanno
dato il via libera a raid contro al Qaida, ma non ad attacchi
contro i talebani.

Gli attacchi aerei rientrano nella nuova strategia Usa, nota
come ‘scuoti l’albero’, che prevede l’invio di mezzi di attacco
aereo dopo aver avuto soffiate da fonti locali. Strategia
criticata da molti per l’assenza di forze speciali americane sul
terreno, le uniche in grado di catturare Osama bin Laden.
Tuttavia, proprio funzionari dell’amministrazione Usa hanno
precisato che questa nuova campagna non mira alla cattura del
ricercato numero uno del mondo prima della scadenza del secondo
mandato di George W. Bush. “Non si tratta di un blitz per
chiudere questo capitolo”, ha detto la fonte.

Il nuovo governo di coalizione pachistano si è già detto pronto
a dialogare con i militanti islamici e a ricorrere alla
forza militare solo come ultima risorsa. Messaggio ribadito ieri
al Vicesegretario di Stato Usa, John D. Negroponte, e al
SottoSegretario di Stato, Richard A. Boucher, in visita nel
paese. “Abbiamo detto agli ospiti Usa che bisogna ricorrere alla
tradizionale sistema dei jirga (assemblee locali dove vengono
prese le decisioni, ndr) per eliminare le cause della militanza e
gli altri problemi delle aree tribali – ha detto un anziano
leader tribale, Malik Darya Khan – abbiamo detto loro che abbiamo
anche alcuni fratelli scontenti (modo indiretto per indicare
talibani e militanti), che dovrebbero essere coinvolti nei
negoziati e nel dialogo. La rivolta tribale può essere risolta
solo attraverso i negoziati, non con le operazioni militari”.

fonte: APCOM