Palermo. Oggi l’udienza contro 76 persone che non hanno denunciato il racket

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Palermo. Oggi l’udienza contro 76 persone che non hanno denunciato il racket

24 Ottobre 2008

 

Si terrà oggi nell’aula bunker del carcere Ucciarciadone di Palermo l’udienza preliminare del processo “Addiopizzo”. Il procedimento vede alla sbarra 76 imputati, tra boss, gregari e imprenditori che non hanno denunciato i loro aguzzini e che adesso devono rispondere di favoreggiamento aggravato.  

Per il sottosegretario dell’Interno, Alfredo Mantovano, si tratta di “una giornata storica” perché mai è stata così forte la partecipazione di persone lese. Le vittime oggi non sono sole -ha aggiunto- perché oltre ad essere assistite dalle associazioni antiracket possono contare sull’appoggio delle forze dio polizia e delle autorità istituzionali centrali e del territorio”.

“Sono qui in rappresentanza del Governo – ha aggiunto Mantovano – per dire alle vittime che non sono sole. Oltre alle associazioni antiracket e alle forze dell’ordine, al loro fianco ci sono le istituzioni territoriali e centrali”. E ha poi sottolineato come sia proprio la presenza dello Stato a fare crescere la fiducia da parte della gente nelle istituzioni e più disponibilità a denunciare . “Mi auguro che l’esempio dei commercianti che hanno denunciato possa trascinare anche altri imprenditori”, ha detto Mantovano che ha poi aggiunto che la resistenza al racket “non è un salto nel vuoto ma una scelta di buonsenso e di senso civico”.

Ha parlato in merito anche il commissario straordinario per il Coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Palermo Giosuè Marino, che ha tenuto a dire che “quanto si è verificato finora è positivo, ma il fenomeno non è ancora stato sconfitto”.

 Nel processo “Addiopizzo” si costituiranno parte civile anche la Provincia di Palermo, il Comune, diverse associazioni antiracket oltre al commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura. “Finora mai tante vittime del pizzo si erano costituite parte civile”, è quanto ha commentato al riguardo il sottosegretario all’Interno.

Mantovano ha infine concluso ricordando alcune delle misure adottate dall’Esecutivo nel contrasto alla criminalità organizzata: dal sostegno al Fondo per le vittime dell’estorsione, alle norme che impediscono l’accesso al risarcimento a coloro ai quali sono state contestate forme di collusione, alle disposizioni sullo scioglimento delle amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose, alla legge che prevede sanzioni per gli imprenditori che gestiscono appalti pubblici e non denunciano le pressioni del pizzo.