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Palin da “cecchino” a nuovo bersaglio

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Il profilo psicologico di Jared Lee Loughner, il ventiduenne che ha compiuto la strage di Tucson, ucciso cinque persone e gravemente ferito la deputata democratica Gabrielle Giffords, viene considerato ormai concluso e coerente dal Fbi che ha in mano l’indagine. Si parla chiaramente di un “lupo solitario” le cui azioni sono prive di forti contenuti ideologici, e che per quanto sia possibile avesse un complice, non sembra avere rapporti con movimenti politici più ampi.

Il suo gesto viene equiparato a quello di un folle, alla stregua – secondo gli analisti – di Joseph Andrew Stack, il pilota suicida che si gettò con il suo aeroplano contro la sede dell’agenzia delle entrate ad Austin in Texas nel febbraio dell’anno scorso.

Nel suo account su Youtube, gli investigatori hanno trovato materiale delirante sul potere del governo di controllare le menti dei cittadini, sul lavaggio del cervello e sulla necessità di reintrodurre la parità tra il dollaro e l’oro. Sono state trovate anche accuse contro i politici di Washington rei di conoscere troppo poco la Costituzione americana. Ed è strano che proprio Gabrielle Giffords sia stata tra quei deputati democratici che hanno aderito all’iniziativa della nuova maggioranza repubblicana di leggere a voce alta e per intero la Costituzione americana nell’aula della Camera.

Insomma, si tende ad escludere che alle spalle di Jared Lee Loughner ci siano motivazioni politiche ricollegabili alla particolare situazione dell’Arizona, dove lo scontro politico sulla legge contro l’immigrazione clandestina è stato particolarmente violento.

Eppure, non diversamente da quanto accade in Italia, anche negli Usa si comincia a parlare di “clima” e si tende a sostenere che anche il gesto di un pazzo solitario può essere innescato o incoraggiato dal degrado del dibattito politico e dalla radicalizzazione dello scontro tra repubblicani e democratici.

A farne le spese sono soprattutto i Repubblicani i quali avevano tutta l’intenzione di aprire la nuova fase che li vede al controllo della Camera con una serie di colpi a effetto, primo tra tutti la revisione dell’odiata Obamacare. I vertici del partito sembrano ora propensi ad abbassare i toni e a mettere in pausa le iniziative più belligeranti.

Nonostante questo però sarà difficile tenere al riparo dalle polemiche gli esponenti più duri tra i Repubblicani e tra questi appare particolarmente vulnerabile proprio Sarah Palin. L’ex governatrice dell’Alaska è sul banco degli imputati per aver pubblicato nella sua pagina Facebook una cartina degli Stati Uniti con i venti distretti conquistati da Repubblicani nel 2008 dove i deputati democratici avevano votato a favore della riforma sanitaria. Ognuno di quei 20 distretti era segnato con l’immagine di un mirino. Tra quei 20 c’era anche il distretto di Gabrielle Giffords. L’intento della Palin era chiaro: non farli rieleggere in occasione del voto di mid-term. L’inizativa aveva anche un suo sito internet, “Takebackthe20.com” che è stato rimosso dalla rete subito dopo la strage.

Ora la Palin è in grande difficoltà e non sono bastate le sue parole di condoglianza e di condanna del gesto. Una sua portavoce è dovuta apparire in televisione per spiegare che quei simboli sulla carta geografica non avevano l’intenzione di richiamare l’idea di un fucile. Eppure la stessa Palin aveva riempito le sue pagine Facebook e Twitter con allusioni guerresche: “Conservatori non vi ritiriate: ricaricate!”. E dopo la sconfitta democratica di novembre la Palin si vantò che 18 dei 20 nel “mirino” erano stati battuti alle elezioni. Tra i due unici “sopravvissuti” proprio Gabrielle Giffords.

Con i giorni l’accanimento su Sarah Palin si stempererà, ma è certo che se i Repubblicani avevano programmato una marcia trionfale su Washington a suon di cannoni e fanfare conservatrici, ora dovranno rifare i loro conti e imparare che con il “clima” non si scherza.

(Tratto da Il Tempo)

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4 COMMENTS

  1. Demonizzare
    Sarah Palin aveva impostato la sua campagna sulla demonizzazione dell’avversario (alla Di Pietro per intenderci) e, come ben spiegato in un altro articolo di oggi, questa non è politica.

  2. E’ vergognoso che una
    E’ vergognoso che una psicolabile come la Palin sia in grado di invocare di “sparare a vista” sui suoi avversari politici. Ora è servita. Questo è conseguenza diretta di un clima di odio politico che ricorda quello che una certa parte in Italia ha aizzato contro Berlusconi, finendo per armare indirettam.la mano di Tartaglia. Alla base non c’è solo uno psicotico, ma ragioni specifiche di antisemitismo e antiabortismo. La Palin farebbe bene a nascondersi, invece di andare ad ammazzare animali in diretta tv. Puah!

  3. Solo una cosa: il gold
    Solo una cosa: il gold standard, ovvero lo ristabilire il rapporto fra oro e dollaro, non è affatto una idea “delirante”. E’ anzi una delle soluzioni per porre rimedio all’economia di carta di tipo keynesiano, che crea solo debito ed inflazione.
    Sarebbe meglio, su questi temi, essere un pò meno superficiali.

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