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Papà Thomas a Papa Francesco: “Santità, salvi Alfie!”

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“Santità, salvi nostro figlio”. Per il suo piccolo Alfie, il bimbo gravemente malato a cui l'Alta Corte inglese ha imposto con sentenza la sospensione dei trattamenti vitali, papà Thomas ieri sera ha preso un aereo da Liverpool ed è corso a Roma per chiedere aiuto a Papa Francesco che, stamattina, lo ha ricevuto nella sua residenza di Santa Marta, prima della consueta udienza pubblica del mercoledì.

“Ci accolga in Vaticano, faccia in modo che Alfie venga curato al Bambin Gesù”, ha implorato Thomas. La pubblica risposta del Santo Padre a questo appello disperato è racchiusa nelle parole pronunciate poco dopo in Piazza San Pietro: “Attiro l’attenzione di nuovo a Vincent Laurent e al piccolo Alfie Evans – ha detto – per ribadire e fortemente confermare che l’unico padrone della vita, dall’inizio fino alla fine naturale, è Dio. E nostro dovere è fare di tutto per custodirla. Preghiamo perché sia rispettata la vita di tutti e specialmente quella di questi due nostri fratelli”.

“Faremo qualsiasi cosa per te”, aveva scritto ieri Thomas sulla sua pagina Facebook. E lo sta facendo. La forza con cui questo giovane padre, insieme a sua moglie Kate, sta combattendo la battaglia per tenere in vita il suo piccolo deriva dalla convinzione che Alfie, certo, è un bimbo gravemente malato di appena 23 mesi, ma non sta morendo. “E’ per questo – spiega – che non permetteremo che ti tolgano la vita.”

Sembra che Thomas abbia ottenuto l’incontro con Papa Francesco per mezzo del vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina. In venti minuti, i due hanno avuto modo di ripercorrere tutte le tappe della triste storia di Alfie – la malattia, la battaglia legale, le sentenze, gli appelli – e, soprattutto, di confrontarsi su quello che sta accadendo in Inghilterra, dove, dice Thomas, “discriminano i disabili”. All’Alder Hey Children's Hospital, la struttura dove Alfie è ricoverato in attesa dell’esecuzione della sentenza, “ci tengono in ostaggio, ci trattano come criminali”; "la Chiesa non è venuta a visitare Alfie e in tutto il Paese nessuno se ne interessa”.

“Portatelo qui!”, gli ha risposto Bergoglio commosso dalla tenacia di un papà affranto dal dolore. Il Santo Padre ha promesso che farà di tutto, anche mobilitare la Segreteria di Stato, per poter aiutare gli Evans, per fare in modo che Alfie venga trasferito in Italia e curato al Bambin Gesù di Roma. Tutti sono perfettamente consapevoli delle oggettive difficoltà giuridiche che andrebbero affrontate e superate, ma al momento un filo di speranza ancora c’è.  

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2 COMMENTS

  1. Il povero papà di Alfie si
    Il povero papà di Alfie si rivolge al papa “emerito” Francesco. Poveretto. Mi fa pena.
    Non sa il pover’ uomo che il papa emerito fu condannato da un tribunale internazionale per aver partecipato con le proprie mani a sacrifici rituali massonici.
    Questo fatto,, che definire sorprendente è poco, e che bisognerebbe invece definire atti di ferocia e crudeltà inaudita, commessi verso bambini, nel corso di rituali massonici in onore di Baal Zebub viene riportato sulla rivista Chiesa Viva, (prego controllare), il mensile cattolico conservatore diretto dall’ing Adessa e sul quale scriveva il compianto teologo don Luigi Villa, nemico delle innovazioni introdotte nella liturgia cattolica col concilio Vaticano II, e amico e confidente del Santo Padre Pio di Pietralcina.

  2. Secondo i maggiori filosofi,
    Secondo i maggiori filosofi, ED ANCHE SECONDO CRISTO l’uomo che dice la Verità, fosse pure in catene, É UN UOMO LIBERO.
    In opposizione: l’uomo che dice menzogne, fosse pure l’uomo più ricco del mondo, EGLI É SCHIAVO.
    E non è tutto:
    L’uomo che dice menzogne riceverà il giusto (e imminente) castigo:
    LA SECONDA MORTE, di cui parla Dante O LA MORTE DELL’ANIMA.

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