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Parigi e Berlino rimettono in asse l’Europa

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Terminati i rituali politici previsti dal passaggio di consegne all’Eliseo, Nicolas Sarkozy si è recato a Berlino per incontrare il cancelliere Angela Merkel. Il vertice del tardo pomeriggio, cui ha fatto seguito una cena senza conferenza stampa, va oltre le classiche regole imposte dalla diplomazia. La visita di Sarkozy è ancora più significativa perché compiuta lo stesso giorno del suo insediamento all’Eliseo, quasi a voler colmare l’assenza di una chiara visione sul futuro dell’Europa. L’argomento, infatti, è stato messo in secondo piano nel corso della campagna elettorale, dove l’europeismo è stato spesso oscurato da rigurgiti protezionistici e dalla riscoperta dell’identità nazionale. Se il viaggio del nuovo Presidente francese non può essere considerato indicativo delle sue priorità, è certamente prova di una rinnovata sensibilità verso l’Unione Europea. Insomma, come già Sarkozy aveva annunciato il 6 maggio, “la Francia è tornata in Europa”, per quanto il nuovo inquilino dell’Eliseo dovrà convincere la Merkel della sua reale volontà d’impegnarsi per fare uscire l’Unione dalla crisi. “Mi rallegro che durante la campagna elettorale Nicolas Sarkozy abbia detto che si sarebbe impegnato affinché l’Unione Europea ritrovi la sua capacità d’azione - ha fatto sapere la Merkel - Adesso vedremo in che modo intende farlo”. La questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione potrebbe già rappresentare un punto di partenza. Al Cancelliere tedesco non dispiace la visione del neopresidente francese sui rapporti con Ankara.

Certo è che la Merkel avrà a che fare con un interlocutore forte. Con Chirac e Blair, entrambi al tramonto, ha avuto gioco relativamente facile nel condurre la propria agenda politica, ma ora la Francia ha una nuova leadership, tanto autorevole quanto intenzionata ad occuparsi del futuro del suo Paese. Resta ancora da scoprire se Sarkozy intende far coincidere i due interessi, quello nazionale e quello europeo, come ha fatto la Merkel. Sulla direzione che prenderà la politica dell’Unione, la retorica della campagna elettorale di Sarkozy non può dirci molto, anche se il quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung ha spesso sottolineato con preoccupazione come il suo richiamo all’idea di nazione abbia lasciato pochissimo spazio alle questioni di politica estera.

I francesi, in ogni caso, non rinunceranno alle loro ambizioni di leadership in Europa e i loro obiettivi si misureranno sul terreno della Costituzione. Sarkozy, a conferma del suo pragmatismo, proporrà al Cancelliere tedesco un trattato minimalista in sostituzione del documento bocciato ai referendum in Francia e Olanda, così da risolvere, senza ricorrere al giudizio popolare, il problema del funzionamento delle istituzioni di un’Unione Europea troppo allargata per la reale capacità delle sue strutture. Il mini trattato appare un progetto realistico. Se la Merkel seguirà le proposte avanzate da Sarkozy e se i due sapranno restare uniti, anche gli euroscettici dell’Europa orientale potranno convincersi della necessità d’intraprendere il percorso costituzionale. 

 

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