Il Parlamento Europeo ha eletto i suoi 736 rappresentanti fra i quali 72 italiani. Le nuova legge elettorale ha prodotto alcuni frutti positivi: infatti, per la prima volta dal 1979, anno della prima elezione diretta del Parlamento Europeo, i Deputati Italiani appartengono a "solo" 5 partiti, e " solo" a 3 o 4 Gruppi Parlamentari: il PPE-DE ( ove siedono gli eletti del PDL dell’UDC e della SVP), il PSE (che cambierà nome divenendo ASDE dopo l’adesione ufficiale degli eletti PD) e l’ALDE (ove siederanno gli eletti dell’IDV): resta indecisa la collocazione dei 9 eletti della Lega, ancora indecisi se unirsi ai Conservatori britannici o agli euroscettici dell’UKIP.
Certamente l’aver ceduto all’UDC e al PD, rispetto al mantenimento delle preferenze, ha reso la rappresentanza italiana di tutti i partiti meno strutturata di quanto avrebbe potuto essere con le liste bloccate: per esempio anche questa volta la Sardegna è sottorappresentata rispetto alla Sicilia, che ha fatto la parte del leone nella circoscrizione delle Isole: un ricorso è stato depositato ma pare difficile un ribaltamento di posizioni. E poi, per esempio, Deputati di lungo corso come Gargani e Zappalà del PDL sono stati battuti da altri, per varie ragioni, più mediatiche.
In questo giorni si stanno formando i nuovi Gruppi parlamentari: la prossima settimana, il 23 Giugno, i gruppi PSE e PPE-DE e Verde eleggeranno i Presidenti: voci di corridoio indicherebbero la riconferma di Joseph Daul (ma questo dipende anche dalle decisioni sulla Presidenza del Parlamento) di Martin Schulz (la posizione di quest’ultimo parrebbe indebolita dopo le elezioni, visto che il PSE è il Gruppo che proporzionalmente ha perso più deputati) e di Daniel Cohn Bendit, copresidente non più a fianco dell’italiana non rieletta Monica Frassoni, ma della tedesca Rebecca Harm. Il gruppo ALDE eleggerà il proprio Presidente il 30 Giugno: i candidati paiono essere l’ex primo Ministro belga Guy Verhofstat e la britannica Diana Wallis.
Quello che interessa di più gli Italiani è l’elezione di Mario Mauro alla Presidenza del Parlamento, sperando che prevalga nel PPE all’ ex primo ministro polacco Jersy Buzek. Silvio Berlusconi ha nuovamente sostenuto la candidatura di Mario Mauro, durante il Consiglio Europeo, inserendola in una rosa di candidature che vanno da quella di Presidente della Commissione a quella del Presidente dell’Europarlamento, da quella del futuro Ministro degli esteri a quella di Presidente stabile del Consiglio europeo: in gergo europeo del momento si parla dei 4 "B": Barroso, Busek, Billt, Blair. Berlusconi vi ha aggiunto anche quella di Presidente del Gruppo PPE, ed in un’altra occasione anche la carica di Segretario Generale del Consiglio d’Europa, che sarebbe stata promessa ai Polacchi, in cambio del ritiro di Busek. Insomma una grande girandola, che non si fermerà molto presto.
I giochi sono ancora apertissimi,: il 7 luglio il PPE dovrebbe scegliere il candidato alla Presidenza del PE, il 15 Luglio si discuterà al Parlamento la nomina di Barroso , con una possibilità di rinvio a settembre, come gli esami al liceo dei vecchi tempi. Certo il colmo sarebbe che il cattolicissimo allievo di Don Giussani, padre integerrimo di 3 figli, esponente di spicco di Comunione e Liberazione, venga battuto da un esponente di un paese nel quale solo il 27% dei cittadini si è recato alle urne, a causa anche di speculazioni giornalistiche su vere o presunte Noemi o Patrizia o su fatti personali di Miriam-Veronica.