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Partiti i lavori nel centrodestra per la composizione della giunta regionale

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Mentre nel centrosinistra si affievoliscono le speranze di un ribaltone, che a detta di alcuni dovrebbe scaturire dalle verifiche dell’ufficio elettorale sui verbali di scrutinio, nello schieramento opposto già sono cominciati i primi incontri finalizzati alla composizione del nuovo esecutivo regionale. In attesa della proclamazione ufficiale degli eletti – data ormai per imminente – nei partiti del centrodestra le diplomazie lavorano per mettere in piedi la nuova amministrazione regionale.

Dietro le quinte sperano e fanno pressioni i primi dei non eletti, che contano di entrare in consiglio regionale grazie alle dimissioni dei neo assessori. Ma questa aspettativa probabilmente andrà delusa. Il presidente Michele Iorio, dopo la rielezione, ha ribadito infatti quanto già detto in campagna elettorale: una delle priorità del suo terzo mandato sarà quella di abbattere i costi della politica. E lo farà partendo proprio dalla giunta: i componenti saranno scelti direttamente tra i consiglieri di Palazzo Moffa, che non dovranno dimettersi, al contrario di quanto accaduto nel quinquennio precedente. Né esclusi e non eletti possono nutrire grandi speranze sull’occupazione dei vertici di alcuni enti sub regionali rimasti senza guida: fra tagli e accorpamenti, le poltrone disponibili sono destinate, dunque, a diminuire.

Sul futuro della sua squadra il governatore sembra avere le idee chiare. Probabilmente sarà varato un esecutivo a otto. Ciò dovrebbe consentire di accontentare le varie anime della coalizione. Il criterio più semplice da applicare è quello di favorire i consiglieri (e i partiti) che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Probabilmente andrà a finire così, seppure con un minimo di elasticità. La parte del leone dovrebbe farla il Popolo della Libertà con due o tre assessorati. E qui c’è il primo scoglio da superare: il partito di Berlusconi ha visto la riconferma di ben cinque assessori uscenti: Gianfranco Vitagliano, Nicola Cavaliere e Angiolina Fusco Perrella in provincia di Campobasso; Filoteo Di Sandro e Franco Giorgio Marinelli in provincia di Isernia. Chi resta fuori? Un bel dilemma. Tra le ipotesi in cantiere quella di affidare il prestigioso ruolo di presidente del consiglio regionale alla Fusco Perrella. Ma chi sarà sacrificato tra Cavaliere e Vitagliano? I rumors dicono che toccherà al primo fare un passo indietro. Tra l’altro, per Vitagliano si profila il delicato compito di gestire la “patata bollente” della sanità. E tra Marinelli e Di Sandro chi sarà sacrificato? Il medico di Colli a Volturno è stato il più votato in provincia di Isernia, ma è pur vero che l’avvocato agnonese potrebbe essere ricompensato per la sua battaglia solitaria e vincente su un terreno minato come quello dell’Alto Molise, dove i tagli (veri e presunti) all’ospedale di Agnone hanno provocato molti malumori tra la popolazione. Ma l’assessore uscente alla fine ha avuto la meglio sulle facili strumentalizzazioni. Del resto, certe candidature “strategiche” nel centrosinistra hanno ampiamente dimostrato che quella dell’ospedale era una polemica montata ad arte per favorire carriere politiche lampo.

Se gli assessori del Pdl dovessero essere tre, invece, il partito del coordinatore regionale Ulisse Di Giacomo rinuncerà alla presidenza del consiglio. Che in questo caso potrebbe andare a Mario Pietracupa, vice coordinatore nazionale dell’Adc e vice presidente uscente della giunta regionale. Ma non è escluso che l’esponente del partito di Pionati punti ancora all’esecutivo, sebbene nella prima parte della scorsa legislatura abbia comunque ricoperto il ruolo di presidente del consiglio. Un altro posto di assessore dovrebbe andare, invece, all’Udc: tra Domenico Izzi (Isernia) e Giuseppe Sabusco (Campobasso), la scelta potrebbe ricadere su quest’ultimo. Ma non è detto che tra i due “litiganti” alla fine la spunti l’assessore uscente Luigi Velardi, eletto nel listino. Pochi dubbi, invece, per quanto riguarda l’Udeur: nell’esecutivo regionale dovrebbe entrare il coordinatore regionale Vincenzo Niro. Molise Civile potrebbe invece puntare su un volto nuovo della politica: Michele Scasserra, ex presidente di Assindustria Molise. Grande Sud quasi sicuramente punterà su Antonio Chieffo, mentre Progetto Molise dovrebbe proporre Nico Romagnuolo.

A grandi linee, dunque, questa dovrebbe essere la nuova giunta. Le uniche incognite riguardano il Pdl e il “ballottaggio” Pdl-Adc per la presidenza del consiglio. Ma per trovare l’intesa definitiva c’è ancora tempo per trattare. Tornando agli esclusi, merita un discorso a parte Quintino Pallante. Inserito nel listino, non è entrato a Palazzo Moffa per via del plebiscito di voti riscosso dai partiti della coalizione di centrodestra. Ma è pur vero che anche lui ha dato un importante contributo alla vittoria di Iorio. L’ex coordinatore regionale di Fli ha fatto una scelta di coerenza: quando il partito di Fini ha deciso di non schierarsi alle Regionali del Molise, lui è restato nel centrodestra, nonostante il corteggiamento dello schieramento avversario, dove un posto da consigliere sarebbe stato pressoché blindato. Di fatto ha detto addio anche a Fli. Può restare fuori chi ha fatto una scelta così coraggiosa? In molti, nell’entourage di Iorio, se lo stanno chiedendo. Difficilmente, però, si riuscirà a trovare spazio per lui nell’esecutivo. I tagli dei costi della politica non lo consentono. Ma tutti (o quasi) sono convinti che la risorsa Pallante in qualche modo debba essere valorizzata.

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