Passato Prossimo – Graffiti di storia repubblicana
22 Aprile 2026
Si è tenuto ieri pomeriggio, presso Palazzo Wedekind a Roma il primo appuntamento del ciclo di incontri Passato Prossimo – Graffiti di storia repubblicana, promosso dalla Fondazione Magna Carta in occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica italiana.
Al centro del dibattito, la presentazione del numero monografico 2.2024 della rivista Percorsi costituzionali, dedicato al tema “Berlusconi e le istituzioni”: un volume che raccoglie i contributi di studiosi di diritto, storia e scienza politica e che ricostruisce, con rigore scientifico, il rapporto tra la vicenda politica berlusconiana e i principali nodi istituzionali della storia repubblicana.
Sono intervenuti il Prof. Renato Brunetta, Presidente del CNEL; il Prof. Giovanni Pitruzzella, Giudice della Corte Costituzionale; e il Prof. Luciano Violante, Presidente di Futuri Probabili – Associazione per la Formazione del Capitale Umano. Ha moderato il dibattito Emilia Patta, giornalista de Il Sole 24 Ore.
Il ciclo proseguirà con tre ulteriori appuntamenti: il 14 maggio con la presentazione di Alcide De Gasperi. Nazione, Europa, Impero; il 17 giugno con Il Principe e la Repubblica; e il 20 ottobre con Storia di una riforma mai nata. Tutti gli eventi si svolgeranno presso Palazzo Wedekind, Piazza Colonna n. 366, Roma.
«Il numero monografico di Percorsi Costituzionali che presentiamo oggi raccoglie contributi di studiosi di diritto pubblico, storia e scienza politica che si sono confrontati con rigore scientifico con un tempo della storia repubblicana che si può definire “età berlusconiana”, perché segnato dalla centralità politico-istituzionale della figura di Berlusconi», ha spiegato il Presidente della Fondazione Magna Carta, Gaetano Quagliariello, nei saluti introduttivi. «In quella fase avvennero grandi cambiamenti politico-istituzionali che proiettano la loro ombra lunga fino ai giorni nostri. Pur tuttavia, inizia a esistere un distacco emotivo che consente di confrontarsi con la materia prescindendo da passioni e valutazioni partigiane. Nell’anniversario degli ottant’anni della Repubblica, dunque, è bene che questa fase così cruciale non sia dimenticata. Proprio per questo abbiamo voluto inaugurare il ciclo d’incontri “Passato Prossimo” con una discussione sul numero di Percorsi – rivista della Fondazione – dedicato a un argomento così importante».
«La logica dell’amico-nemico tipica del periodo Berlusconi è un male endemico della nostra prassi politica che condanna al fallimento ogni tentativo di riforma costituzionale. La continua demonizzazione del leader di turno blocca il cambiamento, trasformando le revisioni in scontri ideologici slegati dal merito», ha sottolineato il Presidente del CNEL, Renato Brunetta, durante il suo intervento. «Il nostro sistema regge grazie alla teoria dei ‘poteri a fisarmonica’: le istituzioni di garanzia allargano il proprio raggio d’azione per compensare la debolezza dei partiti. Questa flessibilità dimostra la genialità della nostra Costituzione, ma attenzione: tirare troppo il mantice istituzionale rischia di danneggiare il funzionamento stesso dello Stato. L’unica vera via per modernizzare la Carta resta un grande accordo generale che superi la trappola del conflitto perenne».
«Le riforme non sono state mancate: sono state respinte dai referendum, con un paradosso», l’osservazione del Presidente di Futuri Probabili, Luciano Violante. «Quelle riforme (Berlusconi e Renzi) intendevano sottrarre potere ai partiti per restituirlo alle istituzioni, Parlamento e Governo. Ma sono state respinte proprio per diffidenza nei confronti dei partiti. Io comunque credo che in materia costituzionale si debba fare il minimo necessario, non il massimo possibile. E le due riforme citate – come quella sulla separazione delle carriere – hanno fatto il massimo possibile, non il minimo indispensabile, perciò sono state respinte».
«I saggi raccolti in questo volume non sono soltanto espressione di una ricerca storiografica o di diritto costituzionale: pongono domande vive all’oggi. Berlusconi ha cercato di innovare le istituzioni, ma ha incontrato resistenze che non nascevano dal caso. In un paese lacerato dove la politica di risolveva nella contrapposizione amico-nemico, la Costituzione e le istituzioni che ne incarnano i valori – la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale – hanno rappresentato per i cittadini l’unico momento di unità», il commento di Giovanni Pitruzzella, Giudice della Corte Costituzionale. «È quella legittimazione della costituzione, radicata nelle corde della società italiana, che ha reso così difficile ogni tentativo di cambiamento imposto da una sola parte. E che continua a farlo ancora oggi».
