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La polemica sulle Liste

Pasticcio elettorale: se la forma è sostanza, il cavillo è un pretesto

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La vicenda della presentazione delle liste dei candidati per le elezioni regionali è davvero preoccupante per lo stato della nostra democrazia. Le leggi e le regole vanno rispettate, la forma è sostanza. Sbaglia chi lo nega. Ma la forma non può divenire formalismo irragionevole che nega la sostanza e la finalità della legge.

La raccolta delle sottoscrizioni è richiesta dalla legge per evitare che si presentino alle elezioni formazioni politiche assolutamente  prive di rappresentatività. Tralasciamo l’opinabilità di una previsione legislativa che ne faccia obbligo anche per i gruppi politici più rappresentativi o che addirittura guidano una regione. Partiamo pure dall’obbligo delle sottoscrizioni per tutti. Come si deve applicare la legge ? Evidentemente, ci sono requisiti imprescindibili come la firma dell’elettore e la sua autenticazione da parte di un soggetto a ciò abilitato; per essi le scadenze di legge sono certamente tassative. Ma esistono requisiti la cui mancanza non può non essere considerata irregolarità sanabile in un momento successivo. Rientrano tra queste, ad esempio, la mancanza del certificato di iscrizione nelle liste elettorali del sottoscrittore, un timbro o il luogo o la data dell’autenticazione che possono essere stati omessi per mera dimenticanza. In tali casi si deve consentire ai responsabili della lista o allo stesso autenticatore di integrare successivamente la documentazione. Altrimenti si incorre nel formalismo fine a se stesso, contrario alla ratio e alla finalità della legge.

Le norme vigenti già prevedono che talune irregolarità possano essere sanate in un momento successivo, ma purtroppo la loro applicazione non è uniforme da parte dei diversi uffici elettorali. Ed è davvero inammissibile che un applicazione formalistica e irragionevole della legge produca un danno per la democrazia come l’assenza di una lista nella quale si riconoscono milioni di elettori, tale da terminare la vittoria a tavolino dell’altro soggetto competitore. Un provvedimento volto a fornire a tutti gli uffici elettori criteri interpretativi certi e univoci è pertanto  non solo legittimo ma assolutamente urgente e necessario. La lista regionale di Formigoni, oltretutto, era stata inizialmente ammessa. E’ stata esclusa solo a seguito di un ricorso dei Radicali là dove la legge prevede la possibilità di ricorrere solo contro l’esclusione di una lista e non contro la sua ammissione.

Lo stesso discorso vale per il caso della mancata presentazione della lista del Pdl a Roma. I suoi delegati erano entrati nel Tribunale tempestivamente, giungendo davanti alla stanza dove avveniva il deposito delle liste mezz’ora prima della scadenza. Solo la carenza di personale dell’ufficio elettorale li ha costretti a fare la fila, solo la grave e colpevole negligenza da parte dei responsabili dell’ufficio li ha lasciati  fuori dalla stanza, senza essere identificati come delegati e senza essere forniti di un preciso numero d’ordine, esposti invece al caos di un corridoio dove sostavano persone del tutto estranee al deposito delle liste. 

Il delegato della lista del Pdl aveva anche alzato la mano, insieme al altri tre, quando - alle 12,20 - un componente dell’ufficio si è affacciato nel corridoio per chiedere quante altri delegati dovevano depositare le loro liste. Allora, può essere qualche metro di distanza dalla stanza a determinare la mancata verbalizzazione di una lista, quando “le istruzioni per la presentazione e l’ammissione delle candidature” prescrivono che “il cancelliere non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, neppure se le ritenga irregolari o presentate tardivamente”? Qui non siamo di fronte all’applicazione della legge ma alla sua violazione. Qui siamo non alla forma, ma al cavillo e al pretesto per compiere operazioni che nulla hanno a che vedere con il rispetto della legge.

Così come - occorre aggiungere - per quanto riguarda l’incredibile ammissione in Piemonte di una sedicente lista “Cota” perfettamente confondibile con la lista del candidato presidente del centrodestra,  in palese violazione con le norme di legge che non ammettono simboli e liste confondibili da parte degli elettori. Per tutti questi casi un provvedimento urgente che ponga rimedio alle interpretazioni irragionevoli e addirittura contrarie allo spirito e alla finalità della legge è assolutamente necessario (e non richiede neppure un consenso unanime, per quanto esso sia auspicabile). Rispetto della legge e democrazia non sono in contrapposizione. Sono in gioco entrambi in questa incredibile vicenda.
 

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5 COMMENTS

  1. Diversi
    Speravo che il centrodestra potesse essere diverso, ma non c’è niente da fare in Italia nessuno si assume mai le sue responsabilità. La prima frase che esce dalla bocca di tutti è uguale a quella di mio figlio di sei anni “non è colpa mia”.

  2. Lo sappiamo da oltre due
    Lo sappiamo da oltre due millenni: Summum ius, summa iniuria. Il diritto più intransigente, come la burocrazia più esasperata, diventano somma ingiustizia! Summum ius, summa iniuria è una locuzione latina il cui significato letterale è “somma giustizia, somma ingiustizia”, oppure “il massimo del diritto, il massimo dell’ingiustizia”. Cicerone (De officiis, I, 10, 33) la citava come espressione proverbiale. Una espressione analoga si trovava già in Terenzio (Heautontimorumenos, IV, 5): Ius summum saepe summa est malitia: somma giustizia equivale spesso a somma malizia. La locuzione indica che un’applicazione acritica del diritto – che non tenga conto delle circostanze a cui le sue norme devono essere applicate nel singolo caso, e delle finalità a cui esse devono tendere – può facilmente portare a commettere ingiustizie o, addirittura, costituire strumento atto a perpetrare l’ingiustizia.

  3. La vittoria di Magdi Cristiano Allam in Basilicata, sarà un ….
    La vittoria di Magdi Cristiano Allam in Basilicata, sarà un segnale importantissimo per tutta la politica italiana.

    I cittadini lucani stanno scrivendo una pagina importantissima della storia della loro Regione, che avrà un effetto anche nella politica nazionale. Lo scrittore di alcuni bestseller e l’ex vicedirettore del Corriere della Sera, oggi europarlamentare del gruppo dei partiti popolari, Magdi Cristiano Allam, candidato presidente della Regione Basilicata, nella qualità del presidente del movimento politico “ IO AMO L’ITALIA”, che per l’occasione prende il nome “IO AMO LA LUCANIA”, sta raccogliendo un grande consenso tra i cittadini lucani che dopo 20 anni dell’amministrazione della sinistra vogliono il riscatto storico, per dire basta al governo regionale della sinistra, che ha reso la Regione tra le più povere dell’Italia. Destra e sinistra sono complici di questa situazione disastrosa che non offre nessun futuro ai suoi cittadini, e soprattutto ai più giovani. Pur essendo una Regione ricchissima, ha il tasso più alto dell’emigrazione. La disoccupazione è altissima. La situazione economica tra le ultime d’Italia. I cittadini della Basilicata, con la vittoria di Magdi Cristiano, possono dare una svolta alla politica della loro Regione, ma può essere un esempio anche per altre regioni d’Italia, che per anni sono state gestite malissimo dal centro sinistra, o dal centro destra. La comunità civile con un candidato e una lista di persone di qualità umane e professionale e con capacità organizzative e governative, possono ripristinare la governabilità qualitativa della Regione, per dare un impulso forte allo sviluppo economico in infrastruttura, agricoltura, turismo, industria e artigianato, nel rispetto dell’ambiente per il bene di tutti, elaborando una politica etica in ogni aspetto.
    E’ molto significativo il fatto che senza le alleanze con le altre forze politiche del centro destra -con i quali si condividono i valori cristiani, la sacralità della vita, la famiglia naturale, il no all’aborto, all’eutanasia e l’eugenetica -il consenso di Magdi Cristiano è sempre in aumento. Più aumentano le candidature, che adesso sono sette; più si fanno le alleanze sia a destra che a sinistra; più aumenta il vantaggio di Magdi Cristiano, che al momento è a 54, 47%, quando il presidente uscente della sinistra Vito De Filippo è a 15, 67% e il candidato del Pdl, Nicola Pagliuca è a 9, 69 % e Miko Somma è 15, 63%( sondaggio della gazzetta del mezzogiorno, 6/3/10).
    Il segreto di questo grande consenso, che si confermerà con l’esito anche del voto del 28-29 marzo, è un grande fenomeno della politica italiana di questi ultimi tempi, che vede come imperativo, il coinvolgimento nella politica, di uomini di buona volontà, che si mettano in servizio al cittadini e non entrano in politica per fare i loro interessi personali o clientelari. La politica usata per interessi personali ha portato l’Italia, (anno 2009), a livello di avere una crescita della corruzione, a 229% in più, rispetto all’anno precedente. Oggi, l’Italia e malata di “cancro”, secondo i dati del Corte dei Conti, che bisogna trovare una cura immediata, sperando che sia “benigno”. Secondo la Cei, l’altro tumore maligno che colpisce l’Italia è la mafia, che ha imprigionato le energie degli italiani. La cura, è incoraggiare l’entrata in politica di persone di alta qualità umana e professionale, servitori ai cittadini e alla nazione, che Magdi Cristiano Allam, sta avvicinando nel suo movimento politico IO AMO L’ITALIA, e nel caso delle elezioni regionali, in Basilicata, dove La Società Civile Lucana, i giovani e tutte le persone di buona volontà si stanno muovendo per realizzare un sogno di tutti i lucani, per un cambiamento sostanziale, che ripristinerà a questa terra la dignità e l’orgoglio che merita.

  4. commento
    condivido appieno l’articolo.Comunque la legge va modificata al fine di eviatre abusi da parte in primis dei cancellieri e dei Tribunali ed in parte anche da parte dei rapprsentanti politici.
    A stefano quadrio vorrei far presente che nel caso della Lombardia gli abusi palesemnete sono stati commessi dal Tribunale che in violazione della legge ha ammesso un ricorso dei radicali assolutamente inammissibile!!!
    E che per quanto riguarda il Lazio anche lì a parte la superficilità dei rappresentanti di lista del PDL il disordine è da addebitare ai responsabili del Tribunale e dell’ordine pubblico perchè non è possibile organizzare le cose da paese del terzo mondo e consentire che si svolgessero con ordine gli adempimneti di presentazione delle liste .
    E poi ricorda che il diritto al voto dei cittadini come ha detto Napolitano è sacrosanto!!!!!!!!

  5. politici vergognosi
    politici vergognosi incompetenti pieni di corrotti e corruttori, la loro disonestà ed incompetenza è il marchio delle istituzioni degli anni 2000… sono delinquenti pagati da noi per fotterci: perché NON DIAMO IL REATO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE per chi va a votare?
    Chi vota favorisce la MAFIA politica, chi vota andrebbe accusato di favoreggiamento!NON VOTATE PIU’ PER QUESTI MAFIOSI

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