Paura Brexit, mercato globale impazzito

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Paura Brexit, mercato globale impazzito

14 Giugno 2016

In un mercato che resta percorso dall’avversione al rischio, in attesa dell’imminente referendum sulla Brexit, e mentre le banche centrali, Bce in testa, si stanno muovendo per alzare il livello di guardia.

Ma è troppo alta la volatilità sui mercati, con i recenti tonfi dell’azionario e i continui cambi di direzione delle valute, perché Janet Yellen decida di dare seguito alla stretta monetaria avviata a dicembre.

Nel suo editoriale, il Sun sostiene che “un’uscita” dall’Ue “consentirebbe di riaffermare la sovranità, abbracciare un futuro da potente nazione indipendente invidiata da tutti”. Il futuro della Gran Bretagna sarebbe “molto più buio” all’interno dell’Unione e sarebbe assorbito dalla “inarrestabile espansione dello stato federale tedesco”. E intanto la sterlina si mantiene debole sul dollaro in area 1,416.

I listini europei trattano ancora incerti dopo un lunedì terribile, mentre il petrolio non riesce a ritrovare lo smalto che l’aveva portato ampiamente sopra 50 dollari al barile. 

Milano apre in rosso con le banche così come il resto d’Europa, dopo quattro sedute da ko di fila: Parigi perde l’1%, Francoforte lo 0,9% e Londra lo 0,55%. Si riallarga lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si porta versi 150 punti base con il rendimento del decennale italiano sopra l’1,47% sul mercato secondario. Il rendimento sul Bund è sceso stamane a un nuovo minimo storico di 0,001%. Probabilmente nella seduta di oggi il benchmark decennale tedesco passerà per la prima volta ad un livello negativo.

Gli indici di volatilità della Borsa nipponica sono ai massimi da tre mesi, mentre quelli americani hanno raggiunto il picco dell’anno a testimonianza di quanto sia alta l’incertezza da una parte all’altra del globo. Wall Street ha terminato ieri la seduta in calo: il Dow Jones, aggravando la flessione negli ultimi minuti di contrattazioni, ha ceduto lo 0,74%, lo Standard & Poor’s 500 è sceso dello 0,81% e il Nasdaq dello 0,94%. I settori più penalizzati dal nervosismo della Borsa Usa sono stati i materiali di base, la tecnologia dell’informazione e i titoli industriali.

Come accennato, le quotazioni del petrolio sono in calo, con il Brent che cede lo 0,85%  a 49,92 dollari al barile, ed il Wti che scende dell’1,08% a 48,35 dollari al barile.