Pd allo sbando: sinistra dem vuole il congresso, i renziani fanno appello allo statuto

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Pd allo sbando: sinistra dem vuole il congresso, i renziani fanno appello allo statuto

Pd allo sbando: sinistra dem vuole il congresso, i renziani fanno appello allo statuto

30 Gennaio 2017

“La scissione parte da chi non rispetta lo Statuto. E chi non lo rispetta ora è il segretario che non sta aprendo il congresso e nella sostanza dice che farà le liste come dice lui”. E poi, “un congresso è necessario, se il segretario lo nega è lui che fa la scissione”.Sono le parole del governatore della Puglia Michele Emiliano, ex renziano della seconda ora che al referendum sulla riforma costituzionale si è schierato per il No. Le parole di Emiliano – che intende ancora candidarsi come anti-Renzi nel congresso che vuole a tutti i costi- , assomigliano a quelle di Massimo D’Alema. L’ex premier a Roma ha riunito sabato i comitati per il No lanciando di fatto un movimento politico anti-Renzi che non esclude la scissione. 

La situazione si può riassumere più o meno così: se Renzi dovesse insistere per precipitare il Paese alle urne a giugno senza prima fare il congresso del partito e compilando da solo le liste del Pd allora i suoi oppositori si sentiranno liberi di uscire dal Pd

I renziani però non ci stanno a quelli che, dal loro punto di vista, sono solo dei giochi. E prova ad obiettare il vicesegretario Guerini, “L’unico che non rispetta lo Statuto è chi non lo legge. Le regole sono chiare: il congresso viene convocato dall’assemblea nazionale, non dal segretario e va fatto, secondo l’articolo cinque dello Statuto del nostro partito, nel dicembre 2017″. 

La situazione per il Pd, però, è ancora un tantino più complessa. Perché messe da parte le scaramucce interne al partito, e, se facendo tutti i giochi di palazzo a dovere Gentiloni finisse per lasciare Palazzo Chigi senza far rumore – e pertanto senza un voto parlamentare – la fine della legislatura sarebbe comunque “a carico” del Pd, e quindi di Renzi. È proprio nel Pd renziano, infatti, che in molti temono un effetto boomerang che finisca al momento del voto per ingrossare le fila di chi si presenterà a sinistra del Pd.