Pd, Calearo: A Roma per fare cose grandi

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Pd, Calearo: A Roma per fare cose grandi

03 Marzo 2008

Il Pd lo ha arruolato e giù con le promesse. Massimo Calearo presenta le sue idee un po’ per gli imprenditori e un po’ per i lavoratori, un po’ per tutti. Partendo da Roma, dove vuole andare “per fare cose importanti”.

Rigore nei conti e un rilancio
deciso del mercato, a partire da quello interno e quindi dei
consumo: questo è quanto, secondo Massimo Calearo, ex
presidente di Federmeccanica e capolista per il Pd in Veneto,
gli imprenditori devono portare in politica.

Calearo ha spiegato oggi le ragioni che l’hanno portato a
dire sì alla proposta di Walter Veltroni e ad esprimere nel
contempo l’auspicio che altri imprenditori possano scendere in
campo anche nell’altra coalizione “perché è importante che
portino nella politica la loro esperienza”.

Per quanto riguarda
il suo futuro ha detto di voler andare a Roma “per fare cose
importanti”.
Calearo ha detto che il primo contatto è stato con il
coordinatore veneto del Pd Paolo Giaretta e di aver quindi
chiesto di parlare con Veltroni “cosa che è accaduta la scorsa
settimana a Roma. Ho portato alcune condizioni e Veltroni le ha
accettate”.

Giovedì il raggiungimento di un sostanziale
accordo e “il fine settimana me lo sono riservato per
decidere”. Quella del Pd, comunque – ha ricordato – non è
stata l’unica proposta: l’Udc, prima della rottura con il Pdl,
gli aveva avanzato la possibilità di candidarsi o a sindaco di
Vicenza o al Senato. Qualche contatto anche con la Lega “mentre
con Fini non si è andati al di là di una battuta”.

Calearo ha quindi ricordato che la
scelta di candidarsi con il Pd in Veneto è stata fatta “senza
timore”, grazie anche all’esperienza maturata in Confindustria
e in Federmeccanica.
L’esperienza nelle due realtà imprenditoriali – ha detto –
gli ha insegnato “a trattare con il sindacato, a delineare
programmi e a perseguire strategie a lungo periodo”.

Calearo, rispondendo ad una specifica domanda, ha
sottilineato che non corrisponde al vero l’ipotesi che le
associazioni stiano scendendo in politica e a riprova ha
ribadito: “Io mi sono dimesso da tutto”.