Pd: lasciano D’Attorre, Galli e Folino

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Pd: lasciano D’Attorre, Galli e Folino

Pd: lasciano D’Attorre, Galli e Folino

04 Novembre 2015

"Il Pd ha subito un riposizionamento completo e una mutazione genetica. E’ una forza centrista che finisce per guardare più volentieri verso settori della destra che a sinistra ed è illusorio pensare che sarà soltanto una parentesi". Intervistato da Repubblica, il bersaniano Alfredo D’Attorre spiega così il suo addio al partito. Ma la Cosa rossa con Landini, Sel, sindacati e scissionisti del Pd non nasce con le stigmate del soggetto vecchio, che guarda al passato? "Non sarà una Cosa rossa, non sarà un soggetto della sinistra minoritaria e antagonista. Vogliamo creare un partito di governo, largo e plurale, con le radici nell’esperienza di centrosinistra, ulivista, aperto al cattolicesimo democratico e sociale". "Il bacino potenziale – dice il bersaniano – è intorno al 15 per cento". Speranza e Cuperlo arriveranno? "Per il momento prevale il senso di responsabilità, ma non so quanto potrà durare, specie all’approssimarsi di appuntamenti elettorali in cui la divaricazione tra partito della Nazione e sinistra rischia di diventare totale". Quanto alla possibilità di uno scontro tra le due sinistre alle amministrative, "dove c’è la possibilità di aprire un confronto – afferma D’Attorre – noi ci saremo, dove si realizzerà il partito della Nazione la sinistra esprimerà un candidato alternativo". Ma al ballottaggio si voterà il candidato Pd? "Gli elettori di sinistra non voteranno i candidati della destra, molti potrebbero essere attratti dai 5 stelle".

 

Per Speranza, presidente della commissione Bilancio della Camera, "Quando qualcuno decide di abbandonare una comunità politica è evidente che la colpa è di tutti, soprattutto se si parla di tre compagni di partito appassionati e seri come D’attorre, C.Galli e Folino. Come ho già detto per gli addii di Fassina o Civati, le battaglie in un partito vanno fatte durante i congressi; oggi gli addii cominciano ad essere troppi e, pur non essendo d’accordo con questa loro scelta, una riflessione va fatta. E francamente non mi consola affatto veder arrivare mercenari che non hanno nulla a che vedere con la storia del Pd".