Pd: L’economia di Veltroni, taglio tasse per tutti

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Pd: L’economia di Veltroni, taglio tasse per tutti

17 Febbraio 2008

Un taglio dell’Irpef per tutti in tre anni; la riduzione della spesa corrente di 2 punti e mezzo di pil sempre in tre anni; la fine dell’ambientalismo del ‘no’ di tipo Nimby (non nel mio giardino) e contestualmente un piano “straordinario” di rilancio delle infrastrutture.

E ancora, la riduzione delle tasse sul salario di produttività. E’ questa la ricetta del Pd di Walter Veltroni per l’economia italiana. Cui si aggiunge sul fronte energetico “la rottamazione del petrolio” dopo anni di rottamazione per le auto. E il già annunciato stipendio minimo di mille euro per i precari. Sulle tasse la parola d’ordine è “pagare meno, pagare tutti”. Se il Pd andrà al governo ridurrà dal 2009 tutte le aliquote Irpef di un punto all’anno per tre anni. Quanto alle tasse sui salari, la strada “maestra” è la riduzione della pressione fiscale “sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello: azienda, gruppo, distretto, territorio”.L’impegno è di restituire a cittadini e imprese “ogni euro di gettito aggiuntivo derivante dalla lotta all’evasione fiscale”.

Per la spesa pubblica, l’obiettivo è ambizioso: si tratta di una riduzione di quella corrente di 2 punti e mezzo di pil in tre anni. La ricetta del Pd per il controllo della dinamica della spesa pubblica porterà a “liberare risorse per almeno un punto di pil all’anno”, ha assicurato.

Sul fronte delle infrastrutture e dell’ambientalismo “del fare”, il Pd dice sì agli impianti per produrre energia pulita, agli “indispensabili” rigassificatori, ai termovalorizzatori e agli impianti per i trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica. Sì anche alla Tav “il più grande investimento infrastrutturale in corso nel paese”. C’è poi la sfida sul Mezzogiorno “perché il Sud non sia più il principale problema ma la principale risorsa sottovalutata del Paese”. Infine, la politica per le famiglie con interventi sugli affitti (detraibilità di una quota dell’affitto fino a 250 euro) e con l’obiettivo di raddoppiare in cinque anni il numero dei posti negli asili nido. Alle donne lavoratrici invece un credito d’imposta “rimborsabile per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura, così da essere incentivante e graduato in rapporto al numero dei figli e del livello di reddito”. Cos