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Pd, ora Adinolfi s’inventa la “Generazione U”

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“Le nostre liste si chiameranno ‘Generazione U’, per segnare la richiesta di un’inversione chiara di marcia nella oligarchica politica italiana, da innescare tramite la nascita del Partito democratico”. È quanto dichiara Mario Adinolfi, il blogger trentacinquenne candidato alla segreteria del Pd.

Adinolfi che sta facendo un tour per promuovere l’iniziativa e che attualmente si trova a Malmo spiega: “A questa U intitoliamo il nostro sforzo politico e organizzativo. Stiamo facendo uscire da internet giovani e giovanissimi che stanno animando, principalmente sui blog, questo confronto che riguarda il futuro del centrosinistra, che noi vediamo intimamente connesso con il futuro del Partito democratico. E allora, prima di tutto, U come Uno. Uno solo, un unico partito per rappresentare il motore riformista del centrosinistra. Un solo partito al centro non solo della coalizione, ma del paese. E poi U come il gruppo irlandese di Bono Vox e The Edge, quelli che cantano ‘One’, che sembra fin d’ora l’inno scritto apposta per noi (you ask me to enter / but then you make me crawl e chi vuole capire, capisca). U2 in inglese si legge you too e significa ‘anche tu’. È l’invito più sintetico e adeguato alla partecipazione collettiva che sia mai stato coniato. Due sole lettere, per abbracciare tutto e tutti. E U come Unione europea. La prospettiva dell’Unità europea diventa, di conseguenza, il traguardo ideale di tutta la nostra generazione, insofferente ai confini nazionali, più spesso vissuti come un limite che come un elemento di fascinazione. Se c’è una bandiera da sventolare per la Generazione U, è quella blu con le stelle. Infine U come Ulivo, ma anche U come Unione. Per un Pd che non perda di vista l’impegno per il governo del paese, assunto con la figura di Romano Prodi”.

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