Home News “Pdl e Udc sono più vicini. Ora un patto per l’economia”

Dialogo possibile

“Pdl e Udc sono più vicini. Ora un patto per l’economia”

"Casini non vuol fare da stampella al governo? Nessuno gliel’ha chiesto. E’ già positivo l’atteggiamento responsabile che ha dimostrato in aula". Parola di Gaetano Quagliariello, che esprime "massima disponibilità" al leader del terzo polo e alla sua proposta di una commissione bipartisan chiamata a formulare interventi per la crescita economica.

Da tutto il Pdl piovono peana su Pier Ferdinando Casini. Quanto c’è di serio e quanto di tattico in questo corteggiamento?

Nella storia ci sono momenti, come questo, in cui i margini della tattica diminuiscono per far prevalere le ispirazioni di fondo, le idee.

È un momento di svolta odi crisi?

Entrambe. Nelle opposizioni vedo da un lato l’atteggiamento del Pd, che richiamale radici antioccidentali del Pci contro la Nato e la Cee. Dall’altro lato, quello di Casini, vedo invece venir fuori il vincolo delle radici popolari, sotto forma di solidarietà occidentale ed europea.

L’ha davvero convinta il discorso di Casini?

Lui ha fatto un ragionamento corretto. Non ha cercato l’inciucio, ma ha salvaguardato la fisiologia della democrazia, fatta di rapporti contrapposti tra maggioranza e opposizione, dove però nelle fasi di difficoltà si devono trovare spazi in cui lavorare per il bene del Paese.

Il dialogo tra centrodestra e Udc sta per ripartire?

Un riavvicinamento c’è già stato.

Casini ha chiarito subito che non intende fare da stampella al governo.

Non serve che lo faccia. Ora è più importante individuare gli spazi in cui mettere a frutto la sua disponibilità a collaborare con la maggioranza per fronteggiare la crisi.

Una strada Casini l’ha indicata: la Commissione bipartisan per la crescita. La convince?

Questa sorta di commissione Attali, intesa come uno spazio di riflessione che riferisca al governo senza interferire nel rapporto tra potere legislativo ed esecutivo, è una strada che si può perfezionare e mettere in pratica.

Basta una commissione Attali in salsa democristiana per far tornare 1’Udc nel cerchio delle forze responsabili?

L’Udc non ne ha bisogno, perché sta compiendo responsabilmente il suo ruolo di opposizione. Io dico una cosa diversa: nella prima Repubblica vi era una dialettica tra Parlamento e governo, dunque certi accordi si potevano sviluppare a livello parlamentare, in una sorta di consociazione virtuosa. Dopo il 1994 le cose sono cambiate: si è stabilito un legame più forte tra il governo e la maggioranza, che si contrappongono insieme all’opposizione. Per questo, in certe fasi eccezionali, è necessario inventarsi qualcosa per far collaborare forze che si trovano su sponde diverse.

Casini potrebbe presiedere questa commissione?

Non corriamo. Per il momento è un’idea. L’importante è che da parte nostra ci sia la disponibilità ad approfondirla insieme, riprendendo il dialogo conicentristi.

Italo Bocchino ha detto che Fli intende rinunciare all’antiberlusconismo. Pensa che questa correzione di rotta sia dovuta al fatto che Casini sta dialogando con voi?

Dentro Fli hanno dovuto tenere conto che la forza principale del terzo polo ha assunto una posizione dialogante col governo, altrimenti rischiavano di rimanere isolati.

Oltre all’Udc è recuperabile anche Fli?

Dentro Fli ho sentito voci completamente diverse. E in questo momento chi parla il linguaggio della responsabilità per me è un interlocutore.

Il Pdl è schiacciato dal governo. Quali iniziative prenderà il partito a settembre?

Il Pdl sta lavorando anche ad agosto per portare avanti il processo di riorganizzazione annunciato da Alfano: tesseramento, fissazione delle primarie e costituente popolare. Non c`è stato alcun rallentamento.

Non c’è il rischio che la crisi azzeri lo spazio di manovra di Alfano?

Il problema non è chi si mette più in mostra, ma se il Pdl riesce ad esprimere una classe dirigente che regga in una crisi come questa.

Crede che il governo sopravvivrà alla crisi?

Questa non è una crisi passeggera, ma strutturale. Una di quelle crisi che prima venivano provocate dalle guerre. Sta cambiando la geopolitica del mondo. È una visione miope quella che si preoccupa della tenuta del governo italiano. Dobbiamo preoccuparci della tenuta dell’Occidente.

Sta di fatto che ora c’è Berlusconi al governo. Non rischia di soccombere sotto il peso delle misure impopolari che è chiamato ad adottare?

Conta la sorte del Paese, non quella del governo, che deve fare la sua parte fino in fondo, costi quel che costi. Il governo Churchill prese misure impopolari in Inghilterra. Bloccò Hitler, vinse la guerra, salvò il mondo e perse le elezioni.

Sta dicendo che il Pdl è pronto a sacrificarsi?

Ci sono momenti in cui il bene del Paese viene prima dell’interesse di parte. E questo è uno di quei momenti. Il tempo è galantuomo e prima o poi ti ripaga.

(tratto da Libero)

 

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