Pdl. Prestigiacomo: “C’è chi lavora per dividere Fini e Berlusconi”
03 Dicembre 2009
di Redazione
Stefania Prestigiacomo non ha dubbi: il fuorionda di Gianfranco Fini è stato una "brutta gaffe", ma è anche certa che c’è chi sta lavorando per "la rottura politica tra il fondatore del Pdl e l’altro principale azionista". Il ministro dell’Ambiente parla dei rapporti tra il premier e il presidente della Camera in un’intervista alla "Stampa" e considera la pubblicazione delle confidenze del presidente della Camera al procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, un "agguato a Fini".
Quei giudizi, puntualizza Prestigiacomo, "non li condivido e capisco che il presidente Berlusconi si sia sentito pugnalato alle spalle nel sentirli, anche perché in questo momento è sulla sua pelle che si sta consumando il più vile degli attacchi: essere accusati di stragi mafiose è davvero troppo pure per chi ha spalle larghe come le sue". Ma puntualizza: "Fini però si esprimeva fuori da un contesto ufficiale". "In certe situazioni – prosegue il ministro dell’Ambiente – come tutti sappiamo, si usano toni e argomenti diversi da quelli che useremmo in pubblico, più legati al contesto. Ho letto che poi ha riconfermato quelle tesi, ma credo lo abbia fatto per puntiglio".
La Prestigiacomo si dissocia dal presidente Fini anche sulla questione della libertà di coscienza e sostiene che, al contrario di ciò che afferma l’ex leader di An, il Pdl "non è una caserma": "Quando si tratterà di votare per il testamento biologico, il Pdl riconoscerà la libertà di coscienza". Il ministro dell’Ambiente smentisce quindi "l’esistenza di un pensiero unico" e tiene a sottolineare che Berlusconi è "il nostro leader e incarna gli ideali, i valori del partito che ha fondato. Questo però non significa che da noi non si discuta".
Sulle vicende giudiziarie che riguardano il premier, secondo il ministro dell’Ambiente c’è in atto una "chiara strategia di destabilizzazione in cui la lite tra Berlusconi e Fini rappresenta uno dei passaggi". Le altre tappe sarebbero rappresentate dall’attacco dei giudici, il gossip, le inchieste hard, i video, i ricatti, le maldicenze, quel clima di guerriglia su cui ha detto parole precise il Capo dello Stato. "Un clima intollerabile, che non consente il sereno svolgimento della vita politica", chiosa il ministro.
Infine, la Prestigiacomo lancia un’osservazione sull’attuale ruolo del presidente della Camera e le sue esternazioni che non seguono la linea con il partito: "Avrebbe fatto meglio a stare dentro il governo. Doveva entrare nell’esecutivo, perché lui è più portato all’agire, mentre la veste istituzionale certo è importante, ma lo fa sembrare a volte isolato".
