Pdl, Sacconi: “Garantire confronto ampio nel corpo elettorale del Pdl”
25 Ottobre 2013
di Redazione
"Rivolgo un appello al Presidente Berlusconi a rinviare l’odierno Ufficio di Presidenza del partito in quanto possibile fonte di divisioni", lo chiede il senatore Maurizio Sacconi. "L’organismo, infatti, pur formalmente corrispondente alla lettera statutaria, non riflette nella sua composizione né la storia né l’attualità del nostro movimento politico, tanto nella dimensione politica quanto in quella istituzionale. E questo appare contraddittorio con la volontà di azzerare, nel passaggio a una nuova e diversa Forza Italia, la vicenda politica e umana del PdL e soprattutto quel binomio tra la presidenza di Silvio Berlusconi e la segreteria di Angelino Alfano, che rappresenta la base su cui fondare un rinnovato centrodestra inclusivo, maggioritario e vincente".
"L’iniziativa," prosegue Sacconi, "può apparire come una sorta di rivincita sul voto di fiducia espresso meno di un mese fa e può oggettivamente indebolire il PdL come forza di governo, determinando il progressivo isolamento della nostra delegazione ministeriale, che invece tanto più potrà incidere nell’esecutivo di larghe intese quanto più potrà contare sulla sinergia del partito e dei gruppi parlamentari. Tutto ciò può riproporre la separazione da un lato tra la battaglia per la giustizia e contro il suo uso politico, la difesa del presidente Berlusconi e la solidarietà nei suoi confronti, e, dall’altro, l’ascolto dei bisogni di un Paese in difficoltà, come testimoniato peraltro da tutti i sondaggi nei giorni precedenti la fiducia al Governo. Si rischia insomma di allontanare Forza Italia dal popolo dei moderati e di impedire così di cogliere l’occasione di quel grande centrodestra a vocazione maggioritaria che è il cuore e l’orizzonte della storia politica del presidente Berlusconi e di tutti noi".
"Tutto ciò, per giunta, in un momento nel quale la possibilità di orientare ancor più la legge di stabilità verso i nostri obiettivi sul versante del fisco, dei tagli alla spesa e della difesa del ceto medio, e la necessità di dar forza alla battaglia per le riforme, per la giustizia e per il presidente Berlusconi, consigliano altri e diversi itinerari". "Per queste ragioni," conclude Sacconi, "sarebbe opportuno rinviare la convocazione dell’odierno Ufficio di Presidenza e, in ogni caso, garantire che il confronto nell’annunciato Consiglio Nazionale dell’8 dicembre sia preparato attraverso un dibattito reale all’interno del nostro popolo, con il coinvolgimento non solo del corpo militante ma anche degli elettori".
