Pechino-Roma: le scuole superiori romane parleranno cinese
16 Novembre 2008
di Redazione
Se questo che si è appena aperto è il secolo cinese è meglio imparare a conoscere la grande potenza orientale il prima possibile. E’ la lezione che una delegazione di presidi di sei scuole superiori romane ha tratto da una missione didattica a Pechino, sponsorizzata dall’Istituto Confucio di Roma e dall’Università "La Sapienza".
In una settimana i capi d’istituto (provenienti da Liceo Seneca, Itis Pacinotti, Liceo Scientifico Talete, Itc Lombardo Radice, Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, Liceo Mamiani, Liceo Scientifico Plinio) hanno visitato tre omologhe scuole della capitale cinese per avviare accordi di cooperazione nell’intento di migliorare l’offerta didattica e gli scambi fra studenti.
La lingua cinese sarà fra le lingue dominanti nel futuro e avrà una diffusione tale da aumentare gli scambi in tutti i settori, per questo anche ai nostri studenti vogliamo dare un’ opportunità di lavoro e scambio in più", spiega il preside del Liceo Mamiani, professor Cosimo Guarino, che ha deciso di istituire corsi di cinese nel proprio istituto a partire dal prossimo anno scolastico. "Stiamo pensando di creare una rete di 5 o 6 scuole per un partenariato con i licei cinesi al fine di aumentare i corsi e i viaggi dei nostri studenti" ha anticipato Guarino.
Per il Mamiani come per le altre scuole superiori che aderiranno al progetto pilota promosso dalla Facoltà di Studi Orientali dell’Università La Sapienza, il procedimento prevederà la realizzazione di un sondaggio di gradimento presso studenti e famiglie, l’assegnazione di docenti madre lingua attraverso l’Istituto Confucio remunerati tramite fondi d’istituto, e l’istituzione finale di corsi pomeridiani opzionali di lingua cinese.
Attualmente l’insegnamento del cinese è già attivo in due scuole di Roma, presso il Liceo Senenca e l’Itis Pacinotti. "Ci siamo accorti che qui c’è un grande sviluppo, per cui conoscere la lingua è una marcia in più soprattutto per studenti di una scuola tecnica come la nostra" dice Anna Lucia Crichigno, la docente responsabile del progetto lingua cinese presso il Pacinotti, dove l’insegnamento per 20 studenti è già al suo secondo anno.
La missione è servita ai presidi romani anche a misurare le differenze con il sistema educativo cinese. "Mi ha colpito la profusione di risorse e mezzi- racconta il preside del Mamiani- anche rappresentiamo due parametri diversi, della libertà assoluta dell’individuo noi, e di disciplina e metodologia i cinesi". "Poi ho notato la presenza di personale di pulizia in numero spropositato", aggiunge in riferimento alle affermazioni del ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, sui troppi bidelli nelle scuole.
fonte: APCOM
