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Pecoraro, Costantino e gli Ogm

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Quando è sembrato che anche il ministro per l’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, fosse finito nello scandalo di “vallettopoli”, la cosa non ha suscitato né la nostra sorpresa né il nostro interesse.

E’ stato quando Pecoraro Scanio ha spiegato il motivo del suo coinvolgimento che la vicenda ha cominciato a infastidirci.
Il ministro dell’Ambiente ha infatti giustificato il suo contatto con Lele Mora perché voleva Costantino Vitagliano come testimonial di una campagna contro gli organismi geneticamente modificati, i cosiddetti Ogm. Ora, a parte la facile ironia su Costantino e le sue doti da super-palestrato, il fatto ci pare degno di nota.

Sugli Ogm, in Italia è in corso da tempo un “dibattito truccato” – citando il titolo di un noto libro sul tema – dove molti dei veri protagonisti lamentano l’impossibilità di esercitare il diritto di esprimere la propria opinione. Mentre quelli che considerano gli Ogm come opera del demonio hanno ampia e libera tribuna.
Un serio dibattito sugli Ogm comporterebbe di prendere in considerazione molti aspetti: salute e ambiente; recepimento delle normative europee; libertà di scelta di consumatori, agricoltori e sistema Paese, che perdono competitività; filiere produttive che già dipendono dall’import di prodotti Ogm; ricerca scientifica bloccata da anni; corsi di laurea che chiudono e possibilità lavorative in meno.

Anni di campagne terroristiche invece hanno fatto un tale lavaggio del cervello agli italiani che ormai sono convinti che Ogm sia sinonimo di veleno, di infezione e di morte. Tutto serve qui da noi meno che uno spot contro gli Ogm. Semmai l’Europa ci chiede di aprire qualche spiraglio in più al loro impiego e alla sperimentazione.

Pecoraro Scanio se n’è infischiato di tutto questo, la sua unica preoccupazione è stata Costantino Vitagliano.  Che, stando alle dichiarazioni del ministro, “è stato utile alla causa”.

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