Pena di morte. Fini: “Promuoveremo la moratoria all’Onu”
10 Ottobre 2008
di Redazione
”Confido che, come recentemente ha annunciato il ministro Frattini, il governo italiano possa farsi promotore di una nuova risoluzione presso l’Assemblea Generale, che confermi la moratoria ed apra la strada per ampliare il novero degli Stati abolizionisti”. E’ l’auspicio espresso dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante una manifestazione a Montecitorio nella seconda giornata europea contro la pena di morte (la sesta a livello globale).
”Le campagne di sensibilizzazione ed il diffondersi nel mondo della cultura dei diritti umani – ha detto Fini – hanno ottenuto risultati positivi: 148 Paesi hanno abolito la pena capitale, per legge o in via di prassi, e 95 Stati integralmente abolizionisti. Nel 1970 erano appena 50. Particolarmente incoraggianti sono, altresì, i segnali che arrivano dal Continente africano, dove gli Stati che hanno abrogato la pena di morte sono 13, mentre quelli che applicano la moratoria sono 23”.
”Molti sono, quindi i motivi di speranza – ha detto il presidente della Camera – anche se il numero complessivo delle esecuzioni capitali rimane drammaticamente alto. Questa considerazione deve indurci ad accrescere la nostra opera di sensibilizzazione verso quei Paesi che ancora prevedono e purtroppo applicano la pena di morte”. Fini ha inoltre ammonito a ”non sottovalutare la questione rappresentata da quelle nostalgie per la reintroduzione della pena capitale che pure si colgono periodicamente nelle opinioni pubbliche di Paesi che l’hanno abolita da decenni”.
”Sono tentazioni negative – ha aggiunto – che si combattono con l’esercizio di una efficace azione penale unitamente all’opera di sensibilizzazione morale e culturale”.
Il capo della Farnesina ha infatti confermato che l’Italia insieme all’Ue e altri Paesi provenienti da tutte le aree del mondo "nel quadro di un’alleanza transregionale", presenterà all’attuale sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una "nuova risoluzione sulla pena di morte, come seguito di quella approvata l’anno scorso e sostenuta da ben 104 Stati delle Nazioni Unite".
L’obiettivo, sottolinea il capo della diplomazia, è quello di "mantenere alta l’attenzione della comunità internazionale su questo tema e di consolidare ed estendere il fronte dei Paesi contrari alla pena di morte". Frattini riafferma d’altronde il "forte impegno dell’Italia in campo internazionale per una moratoria universale delle esecuzioni in vista dell’abolizione globale della pena capitale".
In una nota, Frattini spiega di riconoscersi nella dichiarazione pronunciata dalla presidenza dell’Unione Europea in questa occasione e rileva "con estremo favore la decisa tendenza verso l’abolizione della pena di morte nel mondo", confermata anche dal recente rapporto del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon.
L’Italia rinnova inoltre il suo appello, contenuto nella risoluzione approvata l’anno scorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, perché "tutti gli Stati che ancora prevedono la pena capitale nella propria legislazione introducano immediatamente una moratoria delle esecuzioni, in vista della successiva abolizione della pena di morte".
"Destano inoltre forte preoccupazione – secondo Frattini – le notizie di esecuzioni di condanne a morte nei confronti di minori e di categorie particolarmente vulnerabili in alcune parti del mondo".
La ‘Giornata contro la pena di morte’, fanno notare alla Farnesina, cade in un momento importante della campagna portata avanti dall’Italia, dall’Ue e dagli altri Paesi dell’alleanza transregionale. L’approvazione della risoluzione del 2007 ha segnato "una svolta" nel percorso verso l’abolizione della pena di morte: "Occorre adesso dare seguito all’appello lanciato dall’Assemblea Generale e, per questo fine, è necessaria anche la sensibilizzazione e l’attiva partecipazione della società civile".
