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Pensioni, Epifani dice no al cambio d’età per le donne

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Guglielmo  Epifani, leader della CGIL, si trova ancora una volta costretto ad esortare il premier, Romano Prodi, perché concluda velocemente sul tema pensioni. Precisa e ribadisce inoltre il suo rifiuto di sottoscrivere la proposta di equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne.

“Il presidente del consiglio si è preso la responsabilità di fare una proposta sullo scalone. Chiedo che la faccia rapidamente, non si può restare sospesi in un limbo”. È quanto ha espressamente dichiarato Epifani che, infatti, intende concludere quanto prima il negoziato col governo in materia di pensioni. “Ogni giorno - ha detto concludendo il direttivo della CGIL di Torino - leggiamo ipotesi di cui non sappiamo nulla. C' è un ruolo della Ragioneria del tutto notarile, ma io non voglio discutere con la Ragioneria. Il confronto è con il governo, che deve tenere conto della Ragioneria, ma deve comunque avere una sua posizione politica”. E, ancora, ha aggiunto: “Quando la proposta del presidente del consiglio arriverà la valuteremo con la coerenza, la misura e la determinazione che bisogna avere in una trattativa così complessa”.

Il rischio che il governo cada perché non riesce a tradurre in legge l'eventuale accordo con il sindacato è elevato e lo stesso Epifani non lo esclude, commentando: “c' è un primo tempo che riguarda il rapporto fra governo e sindacati e un secondo che riguarda la traduzione in scelte legislative dell'eventuale intesa e questo riguarda la maggioranza di governo. Va da se che se non ci sarà la possibilità di tenere fede all'impianto dell' accordo si aprirà un problema di governo, ma non c'è dubbio che il primo a saperlo è il governo stesso”.

Ma il problema, secondo il leader della CGIL, non è soltanto la lentezza del Governo. È necessario infatti fare chiarezza su alcuni punti della riforma, irremovibili per il sindacato. Infatti, afferma Epifani, “È sbagliato equiparare l'età pensionabile di donne e uomini, non si posso mettere condizioni uguali tra parti disuguali. Se si farà questo, non ci sarà la mia firma”.

Secondo Epifani sarebbe “forzato fare un principio di uguaglianza tra condizioni che sono totalmente diverse.” Pertanto definisce la proposta equiparare l’età del pensionamento di donne e uomini “una cattiveria inutile”. Infatti, spiega, “le donne vanno in pensione con un pensionamento di vecchiaia di 23 anni medi di contributi e quando si arriva a calcolare la loro pensione ci si accorge che hanno una media retributiva del 15% inferiore rispetto a quella degli uomini. Equiparare le condizioni, dunque, è uno sbaglio. E non capisco la ragione di insistere su questo tema”.

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