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Pensioni, la crisi impone realismo anche per chi assiste un disabile

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Quando si tratta di lavoratori che assistono familiari gravemente disabili non è un compito piacevole e gratificante, per un uomo politico, fare appello a criteri rigorosi. In tali casi, è più facile cedere il passo ad un “buonismo” intessuto di retorica, facendo leva su reali condizioni di disagio di cui soffrono molte famiglie. Così, la Commissione Lavoro della Camera a grande maggioranza bipartisan (con i soli pareri contrari di chi scrive e di Guido Bonino della Lega Nord) ha trasmesso alle altre commissioni competenti il testo base che unifica 14 proposte di legge di parlamentari appartenenti a tutti gruppi (è relatore Teresio Delfino dell’Udc).

Il testo detta, appunto, norme in favore  dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili.  La ratio è più o meno la solita: chi si è dedicato al lavoro di cura per un parente handicappato ha diritto ad andare in pensione anticipata. In una prima fase, erano stati individuati  requisiti parecchio generosi : il lavoratore o la lavoratrice che avevano assistito per almeno 15 anni un figlio, un genitore, un fratello o una sorella o il coniuge disabili, potevano andare in pensione a cinquant’anni di età purchè facessero valere 25 anni di versamenti. Il tutto era arricchito da un congruo bonus di contribuzione figurativa allo scopo di implementare l’importo della pensione. Quando su questa prima stesura è stata chiesta la relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato, l’istituzione che presiede alle nostre virtù finanziarie ha "bollinato" le valutazioni  di Inps ed Inpdap che cifravano in 3 miliardi i costi a regime.

Un onere palesemente insostenibile. Così la Commissione si è prodotta in un'altra stesura con requisiti un po’ più severi: età pensionabile a 53 anni, dopo 25 di versamenti e 18 di assistenza; bonus di contribuzione figurativa, ai fini della misura del trattamento pensionistico, pari a due mesi per ogni anno di contribuzione effettiva fino ad un massimo di 4 anni, con l’aggiunta di un ulteriore beneficio (6 mesi di contribuzione figurativa ogni 5 anni) se il disabile è un figlio. L’onere è stato valutato, nella clausola finanziaria, in 712,3 milioni di euro annui a decorrere dal 2010. Tale ammontare è sicuramente sottostimato perché le modifiche in pejus rispetto al precedente testo sono molto modeste. Ma se anche fossero 712,3 milioni come si possono reperire in una situazione di finanza pubblica come l’attuale ?

I componenti della Commissione Lavoro sono assolutamente consapevoli di tale situazione, ma vogliono farsi dire di no dalla Commissione Bilancio (e dal ministero dell’Economia). A quel punto si cercheranno soluzioni più ragionevoli, ma intanto passeranno i mesi inutilmente, come è sempre avvenuto nelle precedenti legislature con coloro che "vorrebbero, ma non possono" perché c’è qualche "cattivo" che non si fa carico del dolore della gente. Nessuno si pone il problema di compiere un ragionamento organico che tenga conto di tutte le provvidenze – poche o tante che siano -  riconosciute dal sistema di welfare ai disabili e ai loro familiari: la pensione di invalidità civile e l’assegno di accompagnamento sul piano economico; l’assistenza domiciliare a carico dei Comuni come servizio.

Quanto ai familiari è vigente ed operante la legge numero 104 del 1992, che consente, tra i tanti aspetti, delle giornate di permesso retribuito per l’assistenza. Questa legge, poi, regola la materia della disabilità (in ben 37 articoli) con criteri e modalità tra le più avanzate di Europa (non mancano gli abusi che il ministro Brunetta vuole correggere). I familiari dei disabili, quindi, non vengono abbandonati a se stessi durante la vita attiva. Se si vuole riconoscere un anticipo per la quiescenza, è bene avere un po’ di misura; ma nel testo della Commissione Lavoro della Camera è ancora insufficiente.

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7 COMMENTS

  1. due disabili
    VIVO CON MADRE 89 ANNI DISABILE E CON FRATELLO INVALIDO E SOTTOPOSTO A MIA TUTELA – HO 57 ANNI ( 58 A DICE ) E 34 DI CONTRIBUZIONE E VORREI ANDARE IN PENSIONE ANCHE PERCHE NON RIESCO A GESTIRE ALTRIMENTI LA MIA VITA – SI PUO’? E COME FARE ?

  2. Quando io non avevo un
    Quando io non avevo un figlio disabile,dunque fino a 13 anni fa, dicevo: cosa vogliono questi genitori? hanno l’accompagno e 3 gg al mese! Oggi che ho un figlio disabile e che ho numerose occasioni di conoscere famiglie con situazioni anche molto peggiori della mia, mi vergogno e mi pento amaramente di quello che ho pensato in passato…
    Cordiali saluti

  3. Quando io non avevo un
    Quando io non avevo un figlio disabile,dunque fino a 13 anni fa, dicevo: cosa vogliono questi genitori? hanno l’accompagno e 3 gg al mese! Oggi che ho un figlio disabile e che ho numerose occasioni di conoscere famiglie con situazioni anche molto peggiori della mia, mi vergogno e mi pento amaramente di quello che ho pensato in passato…
    Cordiali saluti

  4. PENSIONI
    IL PARLAMENTO DEVE EMANARE SUBITO UNA LEGGE CHE CONSENTA DI ANDARE IN PENSIONE TUTTI CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO MAGARI FISSANDO UN LIMITE ALLA PENSIONE E AGLI ANNI DI CONTRIBUZIONE ( PER ESEMPIO 20 O 25 ) IN MANIERA TALE DA CONSENTIRE UN IMPORTO MENSILE PENSIONISTICO TALE DA POTER VIVERE. SOLO COSI’ SI LIBERERANNO RISORSE LAVORATIVE E NUOVI POSTI DI LAVORO SUI QUALI MAGARI FAR GRAVARE PER UN PO L’EVENTUALE MINOR GETTITO DELL’INPS – TALE SISTEMA E’ GI’A PPLICATO CON SUCCESSO IN MOLTI PAESE DEL MONTO. CHE ASPETTIAMO ?????????????

  5. Un augurio a Cazzola
    Auguro all’onorevole Cazzola di ricevere al più presto tutti i benefici che noi familiari di disabili riceviamo dallo stato insieme ovviamente a tutti quei requisiti per cui tali benefici sono attribuiti. Ciò allo scopo di toccare con mano la dura realtà cui sono costretti a vivere i disabili gravi ed i suoi familiari.

  6. famigliari a carico
    Un altro problema è l’importo di Euro 2840,51, per essere considerati a carico, anche se la persona è un disabile psichico L.104/92, importo derivante poi dalla scissione della pernsione della madre rimasta vedova.
    é inaccettabile
    Cordiali saluti

  7. V……..o
    Per risanare i conti pubblici c’è solo l’imbarazzo della scelta. E’ facile come rubare un lecca lecca a Gasparri. Da dove iniziamo? Dalle pensioni, naturalmente!
    “Risparmio immediato:
    Non costruire le centrali nucleari (intanto funzioneranno fra 10 anni)
    Non comprare i cacciabombardieri (non servono a un cazzo)
    Ritirare le nostre truppe dai Paesi in guerra.
    Eliminare le auto blu.
    Liquidare la soc.Il ponte di Messina e non costruirlo(non serve a un cazzo esistono traghetti e FS).
    Eliminare gli enti inutili.
    Ridurre gli stipendi ai parlamentari del 30% e pensionati parlamentari.
    Eliminare i privilegi.
    Eliminare le consulenze e i viaggi dei politici con relative amanti.
    Applicare l’incompatibilita delle cariche.
    Applicare il conflitto di interesse.
    Ridurre del 30% gli stipendi dei manager ritornando al tetto massimo.
    Abolire i condoni e gli scudi.
    Infine bruciare,come Calderina,tutte le leggi infame fatte da questo governo!!!
    Piccola manovrina senza toccare la povera gente!”

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