Pensioni, per molti è ancora lontana: quota 96 nulla da fare
25 Ottobre 2016
Nulla da fare per i quota 96, che saranno costretti a restare in servizio ancora per qualche anno. Il verdetto arriva direttamente dall’Inps. Infatti, come riporta il Fatto Quotidiano, gli esodati “creati” dalla Legge Fornero, non rientreranno nella prossima Legge di Stabilità, dopo mesi di audizioni e appelli. Il problema fondamentale, secondo l’Inps, è dato dal numero di questi esodati, che non si conosce realmente, per cui non si può stimare in nessun modo il costo di un provvedimento di deroga che riesca a garantire la pensione a questa fetta di personale scolastico, che dovrebbe contare dalle 4mila alle 9mila unità.
Un breve riepilogo della questione: nell’ottobre 2011 migliaia di docenti avevano già fatto domanda di pensionamento perché avrebbero conseguito la quota entro la fine dell’anno scolastico. Poi è arrivata la riforma previdenziale, che non ha tenuto conto della specificità del mondo della scuola, dato che, al contrario degli altri dipendenti pubblici, il personale della scuola ha un’unica finestra di uscita, ovvero si può andare in pensione solo tra il 31 agosto e il 1° settembre, perché non si può lasciare una classe a metà anno.
Il Miur aveva fatto un censimento, stimando questa categoria fra le 3.500 e le 4mila unità, ma per l’istituto previdenziale si tratta solo di una stima, per cui non ha potuto agire in nessun modo e non potrà farlo nemmeno ora, visto che la situazione non è cambiata.
Sono circa 75mila le uscite anticipate dal lavoro previste nel primo anno di attuazione del pacchetto previdenza. È questo uno degli effetti delle nuove misure contenute nella legge di Bilancio, attesa alla Camera la prossima settimana. Ma a beneficiare delle nuove misure non sarà solo chi potrà uscire prima dal mercato del lavoro. Per 3,4 milioni di pensionati, infatti, sono in arrivo il rafforzamento delle 14esime (3,3 milioni in tutto) e l’estensione della “no tax area” per circa 100mila soggetti rimasti esclusi dall’operazione partita con la Stabilità 2016.
La “no tax area” che si ferma oggi a 7.800 euro annui verrà estesa a 8.125 euro, allineandosi a quella prevista per i lavoratori dipendenti. La manovra include 100mila pensionati in più che potranno godere dell’esclusione fiscale. Ma gli effetti potrebbero distribuirsi su una platea più ampia poiché, secondo quanto risulta, verrà ritoccata l’intera curva delle detrazioni fiscali che si chiude a 55mila euro.
A tutte queste nuove uscite bisogna aggiungere, cautelativamente, un potenziale di altri 25mila soggetti che potrebbero godere dell’ottava salvaguardia–esodati di cui si parla in queste settimane e che potrebbe confluire in manovra. Più un’eventuale, ennesima platea aggiuntiva legata alla possibile proroga dell’ “opzione donna”, ovvero la possibilità estesa l’anno scorso (legge 208/2015) di andare in pensione anticipata (con 35 anni di contributi e 57 e 3 mesi di età per le dipendenti, un anno in più per le autonome) alle donne che hanno maturato tali requisiti entro la fine del 2015.
