Pensioni, Rifondazione ora critica intesa sulle minime
12 Luglio 2007
di Redazione
“Un primo passo
positivo, un segno tangibile, anche se ancora modesto, della volontà di avviare
il necessario risarcimento sociale. Ma Rifondazione ritiene criticabile il
fatto che le donne con pensione di vecchiaia potranno percepire tale aumento
solo a 64 anni, mentre vanno in pensione a 60″.
È quanto dichiara in una nota il coordinamento delle
parlamentari del Partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea, in
merito all’accordo tra governo e sindacati sull’aumento delle pensioni minime.
Secondo Rifondazione “più del 60% della popolazione con
pensioni al minimo e pensioni assistenziali sono donne, il 52% delle lavoratrici
è al di sotto dei venti anni di contribuzione e quindi soltanto il 6,6% può
accedere alle pensioni di anzianita’. Molte hanno per anni versato contributi
senza poi maturare il diritto alla pensione”.
Ad essere preoccupante, a loro avviso, “soprattutto per le
decisioni future, non considerare la differenza tra uomini e donne nell’accesso
alla pensione. Non vorremmo preludesse a un aumento dell’età pensionabile delle
donne, come avevano proposto nei giorni scorsi Dini, Rutelli, la Bonino e
altri: questo sarebbe davvero inaccettabile”.
