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Pensioni: trattative notturne fra governo e sindacati

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Governo e sindacati riuniti fino a tarda notte per tentare di raggiungere un accordo sui temi chiave della riforma pensionistica, ma le trattative notturne sono finite in un nulla di fatto, non si è trovata l'intesa sull'argomento dello “scalone”.

Mercato del lavoro e riforma della previdenza gli altri temi sui quali è mancata concertazione. “Il giudizio e' sospeso perché mancano i numeri. La sensazione e' che l'elefante stia per partorire un topolino”, ha riferito il vice di confindustria Alberto Bombassei. Durante la giornata di ieri il ministro dell'Economia Pado-Schioppa si era invece detto ottimista in merito alla fattibilità di un accordo mentre il segretario della Cgl Epifani vedeva già nero: “l'accordo è sul filo di lana, vedo troppo ottimismo in giro”.

Il Premier Romano Prodi si è detto fiducioso sulla risoluzione positiva della vicenda, ma i sindacati si oppongono con decisione alla proposta di passare a 58 anni per la pensione con gradini ogni diciotto mesi.

Sull'argomento rivalutazione si è espresso ieri il ministro del Lavoro Damiano: “dal primo gennaio 2008 destineremo il modo strutturale 1,3 miliardi di euro per la rivalutazione delle pensioni a partire da quelle più basse”. Il problema centrale riguarda le centinaia di migliaia di contribuenti nati attorno agli anni '50 che vorrebbero andare in pensione al più presto. Comunque le trattative sembrano ancora in alto mare visto che la stessa confindustria ha fatto sapere che, in mancanza di nuove risorse, non si ratificherà nessun documento.

Quello che sta succedendo in Italia sul tema pensioni non passa certo inosservato in Europa, dal momento che ieri il commissario per l'Economia, Joaquin Almunia, ha fatto sapere che sta seguendo da vicino le trattative mentre il nostro ministro dell'Economia sta a sua volta trattando con Bruxelles in merito al raddoppio della quota del tesoretto da distribuire agli italiani.

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