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Pensioni, via all’incontro tra Governo e sindacati

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E' iniziato l'incontro tra governo e parti sociali sulle pensioni. A scaldare gli animi, già in mattinata, i dati del tesoro su quanto costa abolire lo scalone secondo cui la cancellazione della Maroni costerebbe in 10 anni 65 miliardi di euro. Che diventano 10 se passano i cosiddetti scalini.

Al tavolo per il governo, presieduto dal Premier Romano Prodi presenti il sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta, il ministro del lavoro, Cesare Damiano con il sottosegretario Rosa Rinaldi, il sottosegretario all'Economia Nicola Sartor, il viceministro allo sviluppo, Sergio D'Antoni, il ministro allo sport, Giovanna Melandri, il ministro per le politiche regionali, Linda Lanzillotta. Per i sindacati, invece, siedono i leader Guglielmo Epifani per la Cgil, Raffaele Bonanni, per la Cisl, Luigi Angeletti, per la Uil e Renata Polverini per l'Ugl mentre per Confindustria il vicepresidente Alberto Bombassei.

A "sconfessare" i dati del Tesoro  era stato in mattinata il ministro della Solidarietà  sociale, Paolo Ferrero: ''Che togliere lo scalone costi, e' del tutto evidente, ma non costa quella cifra li'''. Quei calcoli, secondo il ministro, ''sono fatti come se tutti andassero in pensione il giorno dopo averne maturato il diritto, ma questo accade solo se la gente si trova in una condizione di insicurezza e di paura, per cui teme che gli si modifichino le regole ogni cinque minuti, come e' successo negli ultimi anni''. Se invece, ragiona Ferrero, ''gli si dà un quadro di certezze e si mettono gli incentivi per l'allungamento, la spesa sarà minore, perché ci sarà più gente che rimarrà al lavoro, si potrà avere una modalità più tranquilla e, quindi, con una spesa minore''.

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