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Pentiti, Alfano boccia il ddl Valentino

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Quella del senatore Valentino “è una iniziativa personale”. Così afferma il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che si dice “assolutamente contrario” al ddl del senatore Giuseppe Valentino (PdL) sulla riforma della normativa sui collaboratori di giustizia.

Il disegno di legge sui pentiti, ha precisato Alfano, “non fa parte del programma di governo, non fa parte dei progetti del governo, non è avvallata dal governo”. Il senatore Valentino, a fine novembre, aveva annunciato una modifica agli articoli 192 e 195 del codice di procedura penale in materia di prova e testimonianza indiretta dei collaboratori di giustizia. Dal 26 gennaio il decreto è al vaglio della commissione Giustizia.

La proposta ha scatenato le critiche dell’opposizione. La presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro ha definito “pericolosissimo” il ddl evidenziando come “mentre oggi - sulla base del codice e della giurisprudenza della Cassazione - le dichiarazioni dei pentiti, se ritenuti attendibili, vanno comunque riscontrate, con la riforma Valentino le dichiarazioni di uno o più pentiti, anche se attendibili, sono assolutamente inutilizzabili se non esistono, a prescindere, altre prove”.

La Finocchiaro ha preso atto della dichiarazione del ministro Alfano e “della sua (e quindi del governo ) presa di distanza dal ddl Valentino. Ci auguriamo ora che la maggioranza in Senato si comporti di conseguenza”. Ma Valentino respinge l’attacco dell’opposizione: “Lo Stato - ha dichiarato - ha il dovere di combattere la mafia. Il testo presentato è utile ad un processo più giusto. Se è vero che le condanne devono essere inflitte oltre ogni ragionevole dubbio, è indispensabile che i criteri di valutazione della prova rispondano a principi di tassatività”.

Anche il Presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini si è detto contrario alla proposta: “Tutte le altre iniziative possono essere rispettabili ma rappresentano la libera volontà dei loro presentatori e non la linea politica del Governo la cui unica espressione è l’azione del Guardasigilli Alfano che sino ad oggi ha creato serie difficoltà ai mafiosi latitanti e non intende dare loro nessuna agevolazione”.

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