Home News Per Fi a Gubbio è il “tempo del partito”, ma non ce n’è uno solo

Per Fi a Gubbio è il “tempo del partito”, ma non ce n’è uno solo

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Il gran raduno di Gubbio lascerà in eredità il seme di un partito unico centrista aperto a Montezemolo e Pezzotta, come auspica Pisanu? L'embrione di una formazione "radicale" di destra, quale quella che l'area di pensiero contigua a Gianni Baget Bozzo continua ad evocare? O un partito - Forza Italia - rafforzato da una robusta cura ricostituente, guidato da una classe dirigente consapevole della tanta strada da fare ma decisa a difendere un fortino sempre più radicato sul territorio? Oppure, ancora, tutte queste cose insieme?

 

Alla vigilia dell'apertura della scuola di Formazione eugubina, che si concluderà con l'atteso intervento di Silvio Berlusconi, il coordinatore Sandro Bondi aveva lanciato dalla Summer School della Fondazione Magna Carta un messaggio chiaro: Forza Italia  l'unico partito autenticamente popolare e interclassista che c'è in Italia. Ma - ha detto rispondendo alle domande di Mario Sechi - non ancora pienamente democratico. Necessita di una cabina di regia a livello nazionale che sia selezionata in base a criteri rigorosi e legittimata dal voto degli iscritti, che, in sintonia con il presidente, sia in grado di tracciare la rotta politica; e che sappia mettere il partito nelle condizioni di camminare sulle proprie gambe, oltre che su quelle del suo fondatore e leader indiscusso.

 

Da Frascati a Gubbio il moto d'orgoglio non s' smorzato. Anzi. Le lunghe sessioni di dibattito, se da un lato hanno risposto nei fatti al teorema di Ostellino che parla di un centrodestra culturalmente asfittico, dall'altro hanno mostrato l'esistenza di una classe dirigente matura e consapevole che quel che si impone oggi  un salto di qualità.

 

Il dibattito interno, il "tormentone MVB", l'esegesi - nei capannelli in corridoio - di ogni parola riportata dai giornali e attribuita a questa o quella gola profonda "vicina al Capo", non hanno mancato di fare ingresso nel Park Hotel "Ai Cappuccini". Ma era inevitabile che fosse così. Anche in pubblico i dirigenti non si sono sottratti all'argomento. E se sul punto la linea comune era quella di rifuggire scontri diretti con i Circoli della libertà e nello stesso tempo rivendicare la centralità ideale e propulsiva di Forza Italia, sullo sfondo si sono andate chiaramente delineando idee diverse su quel che dovrebbe accadere e su quel che accadrà.

 

La risposta urgente al Partito democratico, per l'ex ministro Beppe Pisanu, dovrebbe essere un Partito della libertà a vocazione centrista, aperto a personalità come Pezzotta e Montezemolo, con il preciso e non nascosto scopo di impedire che la formazione in gestazione nel campo avverso fagociti l'elettorato di centro che la Cdl farebbe bene a non lasciare privo di una alternativa concreta e attuale. Una ricetta che Berlusconi avrebbe valutato con cautela, in attesa di pronunciarsi a chiusura della convention di Gubbio.

 

Già, perchè se l'ala centrista di Forza Italia ha deciso di uscire allo scoperto, non  un mistero che attorno al vertice azzurro sia proliferata nel tempo una corposa corrente di pensiero convinta che l'elettorato di centrodestra si sia "radicalizzato", complici l'assetto bipolare, la disastrosa esperienza del governo Prodi, e l'ondata crescente di antipolitica.

 

In un simile contesto, e in attesa che Silvio Berlusconi chiuda i lavori e faccia intendere cosa accadrà in futuro, c' un fattore antropologico che come in ogni raduno che si rispetti non deve essere sottovalutato. E' quello che accomuna i giovani accorsi a Gubbio in numero soroprendentemente elevato. E che in soli due giorni ha reso evidente a tutti ciò che i vertici di via dell'Umiltà avevano intuito al momento di scegliere un titolo per l'edizione 2007 della tradizionale convention umbra: "Il tempo del partito".

 

E' proprio di un partito forte e radicato, presente nel quotidiano e fecondo nell'articolazione di proposte e progetti per un'alternativa di governo, che i giovani protagonisti della tre giorni eugubina manifestano la non differibile esigenza. Il programma non ha tradito lo spirito dell'iniziativa: fra tavole rotonde, sessioni e interviste, dirigenti di Forza Italia e ospiti di diverso orientamento hanno spaziato tra idealià e pragmatismo, tra attualità e prospettiva, tra i temi al centro dell'agenda politica nazionale e le questioni concrete con cui nella vita di tutti i giorni gli amministratori si trovano a confrontarsi.

Ed è  da qui, probabilmente, che si dovrà ripartire.

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