Per i giornali italiani i cristiani vittime dell’Islam non fanno notizia
27 Agosto 2008
Suggeriamo un utile esperimento: leggete con interesse i due paginoni fitti fitti di notizie e stupore sui due cristiani uccisi in India dagli induisti. Apprezzate come è giusto il rilievo scandalistico che tutta la stampa progressista ha dato in Italia al caso. Poi andate su Internet e scoprite quanti sono i cristiani uccisi nello stesso modo da musulmani negli ultimi anni, negli ultimi mesi, nelle ultime settimane. Infine, controllate lo spazio che la stessa stampa progressista (Repubblica, Corriere, Stampa, Messaggero, ecc…) ha dato loro. Vi anticipiamo il risultato: nulla.
Dunque: se due cristiani vengono barbaramente massacrati da estremisti indù è una notizia, anzi: una notiziona. Se decine e decine di cristiani vengono con uguale barbarie massacrati da estremisti musulmani, è una non notizia, un nulla, è cosa di cui non si deve parlare. Per dirne una, il 30 luglio scorso, 4 cristiani sono stati tirati giù da un bus e massacrati a suon di botte da estremisti musulmani nelle Filippine. Rilievo sulla stampa nazionale: zero.
Dunque, se i massacratori dei cristiani sono musulmani, la consegna è il silenzio. Se sono indù, fa sensazione: pagine e pagine di inchieste, cronache e commenti.
Da anni si fa finta che il tema della reciprocità riguardi solo la libertà di culto. Da anni in Vaticano si accetta la pantomima che questo sia il punto. Ma se così fosse, il palmarés della tolleranza spetterebbe all’Iran di Khomeini e di Ahmadinejad, là dove esistono conventi e chiese e vengono dette messe senza scandalo. Ma il punto vero non è questo.
E’ ora che
