Home News per i Giudici l’ora della protesta, oggi l’Anm decide

per i Giudici l’ora della protesta, oggi l’Anm decide

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Il meccanismo degli scatti sugli stipendi deciso dal governo, è stato vissuto come la goccia che fa traboccare il vaso: arrivato dopo gli attacchi definiti "denigratori", le leggi proposte per  la giustizia, i tagli alle risorse talmente consistenti da far ipotizzare il "fallimento". Insomma, per l'Anm di carne al fuoco per far scendere sul piede di guerra i magistrati ce n'è tanta. E oggi la "protesta" potrebbe essere decisa dal 'parlamentino' del sindacato delle toghe, che si riunirà nel primo pomeriggio in Cassazione.

I leader dell'Anm discuteranno se la situazione è tale da spingere a mettere in campo anche "le forme di protesta più dure" o se, per il momento, è meglio limitarsi a proclamare uno stato di agitazione. Anche perchè a luglio l'arma di uno sciopero è sempre spuntata, visto che l'astensione arriverebbe alla vigilia della chiusura dell'attività dei tribunali per la pausa estiva.

Ma la "preoccupazione" tra le toghe è forte, i tagli agli stipendi e alle risorse vengono interpretati come fuoco sulla benzina. Al momento, l'ipotesi più praticabile viene considerata quella di uno stato di agitazione da proclamare già oggi. Senza escludere la possibilità, a settembre, di passare a una protesta più incisiva, se la situazione e il clima non cambieranno.

 

 

 

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