Per il Centrodestra, Milano è un ballottaggio strategico

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Per il Centrodestra, Milano è un ballottaggio strategico

19 Giugno 2016

Per il centrodestra oggi occhi puntati su Milano. Vincere al ballottaggio nella città meneghina per lo schieramento significherebbe molte cose. La prima: sarebbe una vittoria fantastica per Stefano Parisi, che dopo aver colmato uno svantaggio di 10 punti con il piddino Giuseppe Sala diventerebbe sindaco di Milano.

La secondo: sarebbe la prova che un centrodestra unito è competitivo e può vincere quando è guidato da una personalità moderata come Parisi, appunto. Terza cosa: verrebbe smentita l’ipotesi, avvalorata da Salvini e Meloni, che può esserci una scalata, da destra, dalle estreme, alla leadership dello schieramento.

Quarto: il Pd, che ha puntato molto, tutto, su Milano, vista la batosta nella capitale, perderebbe un altro dei suoi capisaldi, accelerando la resa dei conti all’interno del partito renziano.

Per Renzi, una sconfitta a Milano, insieme a quella, che sembra probabile, a Roma, significherebbe che la operazione Pd “partito della nazione” si è sciolta come neve al sole. Anche per questo, Renzi ha voluto sottolineare più volte che il voto locale non ha un valore nazionale. Il Pd a Milano perderebbe con un candidato, Sala, renzianissimo, scelto dal premier, uomo di Expo ma anche city manager della Moratti: insomma, l’uomo strappato alla destra, che faceva e diceva cose irriconoscibili per la sinistra.

Ma Sala, per vincere oggi a Milano, deve sperare nella sinistra. “Alle urne pensate a me e non a Renzi. Chi va alle urne deve pensare a Beppe Sala”, ha detto in conferenza stampa, come a liberarsi dell’abbraccio renziano e della crisi che attraversa Pd e Governo.

Parisi, al contrario, ha ottenuto l’appoggio coeso di tutto il centrodestra, si è mosso da protagonista sulla scena milanese, con libertà e senza cedere a schematismi, puntando anche la carta del civismo.

Sullo scenario post elezioni sarà destinato a incidere anche il ruolo di Silvio Berlusconi, dopo la operazione al cuore a cui è stato sottoposto il leader di Fi nei giorni scorsi. Il ricovero di Silvio al San Raffaele di Milano ha messo in stand by la sfida con gli alleati Salvini e Meloni, che però escono ridimensionati dalla prova di queste Comunali.

A Milano, Forza Italia continua ad avere il doppio dei voti della Lega Nord. A Roma, nonostante un buon risultato al primo turno, Giorgia Meloni non è riuscita ad arrivare al ballottaggio con Giachetti. La stessa Forza Italia, dopo alcune polemiche interne, sembra essersi ricompattata intorno a Berlusconi.

Occhi puntati su Stefano Parisi, dunque. Se il candidato a sindaco di Milano vincesse potrebbe rappresentare un modello per il centrodestra di domani, quello che dovrà sfidare Renzi e i 5 Stelle alle elezioni nazionali.