Per il governo è emergenza, furiosa l’opposizione

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Per il governo è emergenza, furiosa l’opposizione

25 Luglio 2008

Stato d’emergenza su tutto il territorio nazionale per gestire i flussi di l’immigrazione clandestina. A decretarlo è il Consiglio dei ministri che oggi l’ha approvato in seguito al "persistente ed eccezionale afflusso di extracomunitari", su proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Obiettivo: "Potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno", prosegue la dichiarazione del Cdm. Un annuncio che non viene dalla conferenza stampa del Premier ma dal comunciato finale sulla riunione, scatenando una bufera politica.

La reazione dell’opposizione è immediata: chiede spiegazioni immediate al Governo e Fini se ne fa portavoce, sollecitando un’informativa a Montecitorio al massimo entro quattro giorni. Nel frattempo si muove anche il Quirinale e lo stesso Pd a un certo punto arresta la gragnola di attacchi, quando il Governo prima informalmente e poi con una conferenza stampa al Viminale di Maroni assicura che lo stato di emergenza immigrazione dichiarato altro non è che la reieterazione di un provvedimento per più anni utilizzato in passato fra il 2002 e il 2007, dal governo Prodi,

"Nessuna difficoltà a spiegare" queste cose in Parlamento, dice Maroni come richiesto dalle opposizioni e sollecitato da Fini. E alla Camera il ministro parlerà martedì. Ma resta il fatto politico, accusa Maroni, di un "clamore infondato, senza motivo, una polemica basata su pregiudizi e falsità" che si è scatenato dopo il fuoco Cdm. E Ignazio La Russa, ministro della Difesa, sottolinea: "Mi spiace deludere la sinistra, ma le Forze Armate non c’entrano nulla. E’ semplcimente uno strumento tecnico usato anche dal Governo Prodi".

Il primo a tuonare contro il provvedimento annunciato da Maroni è stato il ministro dell’Interno del governo ombra del Pd Marco Minniti: "E’ assolutamente necessario che il governo spieghi immediatamente al Paese e al Parlamento le ragioni, le modalità e la finalità di tale iniziativa", ha detto. Per Pino Sgobio, della segreteria nazionale del PdCi, si tratta di uno "stato di guerra" più che di uno "stato di emergenza", mentre per Nichi Vendola lo stato d’emergenza "è un pezzo di fascismo".

Un "atto gravissimo" lo definisce da parte sua Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista), e anche dalla Caritas Italiana arriva un freno: "Se è una chiamata a una collaborazione maggiore delle istituzioni, è una cosa buona ed è più che doveroso. Se invece si tratta nuovamente di un utilizzo della situazione per creare un ulteriore spauracchio o quasi un voler montare la cosa per impaurire la popolazione – dice monsignor Vittorio Nozza, direttore nazionale – allora diciamo no. Dobbiamo evitare queste cose".

 

(Apcom)