Per il governo è una svolta storica ma c’è chi parla di marcia in dietro
11 Dicembre 2008
di Redazione
Il governo “ripensa” la riforma della scuola. In seguito all’incontro svolto a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) e il governo (rappresentato dal sottosegretario Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi), oggi sono state presentate delle misure che stanno già suscitando forti polemiche. Una su tutte riguarda il maestro unico facoltativo.
Il ministro Gelmini, che ha definito la sua riforma della scuola “una svolta storica”, sembra abbia modificato alcune delle posizioni sostenute con forza fino a oggi. Non a caso i sindacati stanno in queste ore prendendo i meriti di quello che sembra un “cambio di rotta”. “La protesta della scuola culminata nello sciopero del 30 ottobre ha prodotto i suoi frutti” è stato il commento unanime dei sindacati di categoria al termine della riunione.
Ma ecco i punti della riforma della scuola:
Scuola d’infanzia. L’orario obbligatorio delle attività didattiche della scuola dell’infanzia garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione e prevederà soltanto come modello organizzativo residuale lo svolgimento delle attività didattiche nella fascia antimeridiana, sulla base della esplicita richiesta delle famiglie. Scongiurata quindi l’ipotesi di un asilo solo mattutino.
Elementari. Il tempo scuola della primaria sarà svolto – in relazione anche alla esigenza di riorganizzazione didattica – secondo le differenti articolazioni dell’ orario scolastico a 24 (prime classi per il 2009-10), 27, 30 e 40 ore. In particolare, per l’orario a 24 (solo prime classi per il 2009-2010) e 27 ore, si terrà conto delle specifiche richieste delle famiglie. Nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno invece assegnati due docenti per classe.
Il cosiddetto “maestro unico” alle elementari sarà quindi attivato solo su richiesta delle famiglie. E sarà uno strumento prettamente facoltativo. Il governo si è inoltre impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana e i pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato.
Medie. Nella scuola secondaria di primo grado, sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell’offerta formativa delle scuole autonome. Le classi con il tempo prolungato, ferma restando l’esigenza che si raggiunga il previsto numero di alunni frequentanti, funzioneranno con non meno di 36 e fino a un massimo di 40 ore. La riforma verrà attuata dal prossimo anno scolastico 2009/2010.
Superiori. Slitta invece al primo settembre 2010 l’applicazione della riforma della scuole superiori (inizialmente prevista per settembre 2009). Il rinvio aiuterà “le scuole e le famiglie a essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi. In particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti”.
I punti principali della riforma sono lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie. In particolare, prosegue la Gelmini, “saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni, l’aumento dello studio della lingua inglese, l’aumento delle ore scientifiche e di matematica”. Ad esempio, ha spiegato il ministro, il numero degli indirizzi degli istituti tecnici passerà da 39 a 11.
Università. Nel frattempo il decreto università è stato licenziato senza modifiche dalla commissione Cultura della Camera. I deputati hanno votato il mandato al relatore Stefano Caldoro e da lunedì il testo, così come è uscito dal Senato, andrà all’esame dell’Aula per il via libera definitivo. “Entro il 18 dicembre il decreto dovrebbe essere convertito”, ha spiegato Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura. Non si profila, almeno per ora, un ricorso al voto di fiducia.
Fabrizia B. Maggi
