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Charlie Gard

Per la Corte Europea Charlie può morire

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Saranno sospesi i sostegni vitali al piccolo Charlie Gard: la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato irricevibile il ricorso dei genitori, riconoscendo il cosiddetto margine di apprezzamento (in pratica  l'autonomia decisionale) dei singoli Stati su temi come la vita e la morte, e come tutte le delicate questioni etiche. 

Come Ponzio Pilato, i magistrati hanno ribadito che non spetta a loro sostituirsi alle autorità nazionali. Questo solleva molti dubbi sull'effettivo campo d'azione della Corte, inoltre a noi non pare sia sempre stata questa la sua scelta. Ora, nel merito ci chiediamo: se Charlie è un malato terminale, se cioè sta per moprire, se i suoi organi sono irrimediabilmente compromessi, non sarà un respiratore a tenerlo in vita. Se invece non è terminale, perché sospendere la respirazione? Perchè non lasciare che viva, e magari che i suoi genitori lo portino, come vorrebbero, negli Stati Uniti per un ultimo tentativo, una cura sperimentale?

Sono tante le domande che fa emergere questa terribile non-decisione. Due tra tutte: a che serve un tribunale europeo se non entra in questioni che riguardano proprio la vita e la morte? E un'altra, tutta italiana: una volta approvata la legge sul fine vita ora in discussione, che ne sarebbe del piccolo Charlie?

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  1. Lo storiografo giudaico
    Lo storiografo giudaico Flavio Josefo, contemporaneo di Cristo e autore di “Guerre judaichje” e “Antichità judaiche”, al servizio di Tito, Generale romano che comandava l’assedio di Gerusalemme (dal 66 al 70 d.C), riporta episodii incredibili accaduti durante quella guerra, che porterà alla completa distruzione della città ed all’inizio della Diaspora.
    Durante una pausa tra le operazioni di assedio, con catapulte e torri mobili, quando ormai gli assediati stavano morendo di fame, il generale Tito inviò Flavio Josefo, come parlamentare, all’interno della città con proposte e condizioni di resa. Josefo riferì a Tito che gli assediati stavano masticando cinture e pelli di cuoio a causa della fame. La città era piena di morti insepolti e putrefatti. Tra gli assediati si trovava un’ ebrea ricca, proveniente da una città del nord, certa Maria, che si trovava in Gerusalemme in occasione della Pasqua. Costei, avendo partorito in quei giorni aveva arrostito il proprio bambino e l’aveva quasi completamente divorato.
    Tito, pur essendo uomo abituato ad ogni tipo di violenza guerresca, al racconto di Josefo rimase inorridito; e la stessa impressione si diffuse tra i soldati nel campo romano.
    Questo orribile episodio rivela la differenza di mentalità tra la “cultura” giudaica e quella romana, accostimata si alla violenza della guerra, ma non ad atti di barbarie contrro i propri bambini innocenti .
    Si vede dunque che legislatori e giudici inglesi di oggi, certamente in omaggio ai loro mentori satanisti di alto livello, abituati al sacrificio di bambini, ragionano tuttora che le stesse logiche della ricca giudea dell’anno 70, proveniente da una città del nord, probabilmente dalla regione di Canaã, ove gli abitanti erano accostumati a sacrificare gettandoli nel fuoco di una fornace ardente i proprii neonati in onore agli dei locali Moloch e Baal.

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