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Per la Gelmini è l’ora della ginnastica

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini mobilita gli studenti: imparino presto l’abc dell’attività sportiva, giusto quand’è tempo che le loro capacità potenziali - impiegate nell’esercizio fisico individuale e nel gioco di squadra - comincino a svilupparsi compiutamente. In età scolare, tra i 6 e i 10 anni. Per questo serve un piano nazionale per "L’alfabetizzazione motoria" nelle primarie.

Progetto presentato mercoledì dal Miur, dal Comitato olimpico italiano e dalla Struttura di missione per lo sport, del governo Berlusconi. "Questo progetto vale più di una medaglia olimpica" esulta Gianni Petrucci. "È un cambiamento culturale del quale il paese deve essere contento: non vogliamo creare piccoli campioni, dobbiamo invece insegnare ai bambini la conoscenza del corpo e possiamo promuovere corretti stili di vita".

Il Coni finanzierà l’iniziativa mettendo a disposizione fino a 5 milioni di euro. Dal prossimo febbraio, via al progetto pilota. Dall’anno scolastico 2010/2011, via al progetto definitivo. In una prima fase saranno coinvolti esattamente 1.000 plessi (per un totale di circa 250mila alunni). E 1.000 operatori esterni, esperti con laurea in Scienze motorie o all’Isef, affiancheranno i docenti curricolari per la realizzazione dell’intervento formativo vero e proprio, collaborando con loro per 2 ore al giorno (dal settembre 2010, per un totale di 15 settimane di lezioni). Il progetto sarà poi inserito nel Piano di offerta formativa fornito dalle scuole, dietro approvazione del Collegio docenti.

L’obiettivo generale dell’iniziativa è quello di "strutturare per la prima volta in Italia, un’educazione motoria scolastica impostata sulla base di linee guida scientifiche". Spiega la Gelmini: "Nelle elementari - non è così nelle superiori di primo e secondo grado - l’ora di ginnastica non è ancora un’attività prevista e organizzata dal programma. In questo modo, con questa operazione, colmiamo una lacuna e ci facciamo carico del problema della sedentarietà dei ragazzi. Una questione emergente e un po’ preoccupante".

Tredici mesi fa ecco infatti risuonare gravi, le conclusioni di un’indagine nazionale a cura dell’Istituto superiore di sanità - Rapporto 2008 "Okkio alla salute". "Circa un milione e 100mila bambini italiani tra i 6 e gli 11 anni, risultano sovrappeso o obesi. E la maggior parte di loro fa comunque poca attività fisica" vi si leggeva. Mentre solo 4 coppie di genitori su 10, di questi fanciulloni, "ritiene che effettivamente il proprio figlio abbia un peso eccessivo, rispetto all’altezza". Dunque il 12,3% dei bambini italiani è obeso, dunque il 23,6% è in sovrappeso.

In Campania, addirittura, le due percentuali salgono rispettivamente al 21% per i casi di obesità, e al 28% per i casi di ciccia comunque in eccesso, debordante. Una tendenza che si allarga in particolare a tutto il meridione, in Molise, in Calabria, in Sicilia, in Basilicata, in Puglia.

Allora è anche per questo preciso motivo sociale, che oggi la scuola primaria si rimette in moto, si mobilita da par suo una volta di più (su sprone di Miur e Coni). Finalmente, per una giusta causa.

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