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“Per la sinistra gli Statali sono solo un serbatoio elettorale”

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Intervista a Mario Baccini di Emanuela Zoncu

“Una semplice, becera, inutile e sterile trattativa che ha portato solo a dei risultati numerici”.  Non usa mezzi termini, l’ex ministro della Funzione Pubblica, oggi vicepresidente del Senato, Mario Baccini (Udc) per definire l’intesa appena raggiunta tra Governo e sindacati. Un accordo che “non dà un’anima alla Pubblica amministrazione, oggi sotto tiro perché considerata, in termini di immagine, un furto e uno scippo. Dovevano invece dire che la Pubblica amministrazione ha degli obiettivi e un datore di lavoro che ha le idee chiare”.

Un giudizio molto duro, senatore. ..
Si vogliono scaricare sulla pubblica amministrazione le inefficienze relative alla capacità di governo di questa maggioranza: non hanno idee e utilizzano la Pubblica Amministrazione solo come serbatoio elettorale. E poi, ma perché, invece di risparmiare sul Pubblico impiego Padoa Schioppa non pensa  a risparmiare sull’ammontare dei prepensionamenti degli alti dirigenti nelle aziende pubbliche e sullo spoil system selvaggio che costa al Paese centinaia e centinaia di milioni di euro?

Però quella delle mega buone uscite è storia di tutti i governi, non crede?
No. Noi  non abbiamo agito come questa maggioranza. Abbiamo mantenuto tutti al loro posto senza toccare nessuno. L’attuale Esecutivo invece cosa fa? Sostituisce manager che al termine del contratto non dovrebbero prendere niente per piazzare i propri amici. I capi dipartimento che erano alla Funzione Pubblica, quindi nel mio ministero, sono rimasti lì. Prodi e suoi invece appena sono arrivati hanno decapitato tutti, compreso il presidente dell’Aran (Raffaele Perna, ndr) che hanno sostituito con uno dei loro. Hanno cambiato il capo delle Ferrovie e il capo di Alitalia.

Ma Giancarlo Cimoli non ha fatto nulla per risollevare le sorti di Alitalia, anzi…
Ma scusi ora Alitalia va bene? Quanto ci è costato mandar via Cimoli?

Si parlava di cinque milioni di euro circa
Ecco, bastava dire all’azienda cosa voleva il Governo perché il vero problema è che non c’è una politica del trasporto aereo. Quindi per questo motivo, o per interessi diversi, mandano via il capo di un’azienda per mettercene un altro e poi devono liquidare questo con milioni di euro. Poi si parla di rinnovo del contratto come il male del Paese.

Però ora c’è l’accordo. Da dove prenderanno le risorse aggiuntive per far fronte all’aumento di 101 euro?
Penso abbiano un tesoretto da qualche parte, non so se li prenderanno da lì o se metteranno nuove tasse. Aspetterò di vedere i documenti. Detto questo, sono favorevole al rinnovo dei contratti perché gli impegni vanno mantenuti, ma sono molto preoccupato dall’assenza di linea politica del Governo sul pubblico impiego.

Tommaso Padoa Schioppa  si è sfogato dicendo di non fidarsi più dei sindacati…
Peccato siano i sindacalisti a non fidarsi più di Padoa Schioppa non viceversa. In campagna elettorale si parlava di concertazione e non mi sembra che sia stata attuata. Semmai, c’è molta sconcertazione. Il ministro del Tesoro mi pare abbia giocato sul senso di responsabilità senza dire cosa voleva dal pubblico impiego. Non si può sparare un giorno sì e l’altro pure sui dipendenti pubblici quando nessuno dice loro  cosa devono fare

Lei lo aveva fatto?
Eccome. Io nelle grandi battaglie ho avuto il sindacato al mio fianco perché da una parte ho dato e dall’altra ho preteso produttività, competitività, qualità e mobilità. Ma poi sa qual è l’errore più grande?

No, quale?
Considerare gli statali come una palla al piede per il Paese. Sono invece una grande risorsa e vanno valorizzati. Il datore di lavoro, quindi il Governo, deve dare indicazioni chiare su quello che vuole e dire ai suoi dipendenti quali sono le priorità che vuole raggiungere. Di conseguenza, deve formare e retribuire in questo senso il proprio personale. Io ho cercato di raggiungere la competitività del Paese tramite il motore della Pubblica amministrazione.

Ci era riuscito?
Certo. Il Parlamento ha approvato, trasformandola in legge, la mia proposta sul silenzio assenso. Ho anche attuato la semplificazione amministrativa con il taglia leggi. Una commissione ad hoc, quella per  la semplificazione amministrativa, doveva dire quali leggi utili mantenere non viceversa. Ma poi…

Poi?
Poi o dovuto registrare con rammarico che l’attuale ministro della Funzione Pubblica in modo strumentale ha chiuso quella Commissione dicendo che non serviva a nulla per poi riaprirla a Palazzo Chigi con persone diverse. Per non parlare dell’Ispettorato della Funzione Pubblica, attivato per attuare e prevenire qualsiasi abuso nei confronti dei cittadini e delle imprese. Questo Governo appena arrivato lo ha completamente depotenziato.

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