Per l’Unità ha perso la Sardegna, ma Concita non è d’accordo

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Per l’Unità ha perso la Sardegna, ma Concita non è d’accordo

17 Febbraio 2009

A voler cercare un editoriale feroce contro il Pd e i suoi vertici oggi non bisogna andare lontano, basta leggere il suo organo di stampa, l’Unità, edito peraltro dallo sconfitto Soru. L’articolo di fondo scritto da Concita De Gregorio non risparmia nulla al Pd e affonda il coltello impietosamente nei suoi limiti ed errori.

Eccone una breve sintesi dell’articolo titolato: "La trappola del partito".

"I due giorni che abbiamo appena trascorso sono stati i più bui nella breve storia del Partito democratico. Delle sue oligarchie, per l’esattezza: punite con severità assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei eppure così visibili, di mezze frasi dovute alla stampa e sorrisi di fratellanza esibiti ai fotografi da un residuo e sempre meno convinto obbligo di decenza. Dalla necessità di nascondere una lotta fratricida fatta di colpi bassi e bassissimi: una guerra che mai si cura del bene comune, dell’alleanza politica, dell’interesse pubblico, delle città e delle Regioni, delle persone che ci vivono, del Paese. Una politica dimentica di essere al servizio del Paese e dei cittadini, convinta che i cittadini siano al suo servizio: serbatoio di voti da usare alla bisogna come merce inerte. Gli oligarchi hanno ancora una volta giocato la loro partita a scacchi, fieri di escogitare ogni giorno nuovi trucchi, inedite strategie di offensiva reciproca. Gli elettori li hanno puniti: esausti, esasperati, nauseati fino al punto di farsi del male, pratica che del resto nel centrosinistra è consueta.

Il tracollo catastrofico del centrosinistra sardo dentro il quale Renato Soru ha avuto successo personale molto alto (di 4 punti la sua distanza da Cappellacci, di 14 quella fra gli schieramenti nei dati provvisori della sera) racconta di un Pd che ha scelto di uccidersi piuttosto che provare a esistere. Soru è stato battuto dallo strapotere mediatico ed economico del premier, certo (…) ma è rimasto vittima, Soru, anche della trappola del suo stesso partito. Quello che aveva apertamente sfidato e che nelle province rosse è arrivato ad esercitare il voto disgiunto contro di lui. Una vendetta. Uno sfregio che chi poteva non ha voluto o saputo evitare."

Oligarchi, trucchi, trappole, colpi bassi e bassissimi, tracolli catastrofici e suicidi politici. Tutto vero, sincero e convincente: il ritratto di un partito rissoso e sconfitto coraggiosamente pubblicato sul suo organo di stampa.

Una sola cosa non si capisce allora,  il titolo di copertina: "La Sardegna ha perso". A noi sembrava avessero perso Soru e il Pd, e meritatamente. Mentre, a rigor di logica, la Sardegna ha scampato un bel pericolo.