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Guerra al crimine

Per ora il rilancio politico di Sarkozy assomiglia a un “déjà-vu”

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Sarkozy ci riprova, sperando in una rinascita politica. Dopo la violenta ondata di dissensi che lo ha travolto, l’attuale capo dell’Eliseo cerca faticosamente di tornare a galla puntando sul ‘salvagente’ sicurezza. Riuscirà a non naufragare?

Sembra di vedere un film già proiettato. Due giorni fa abbiamo visto Sarkò ripercorrere le strade delle disastrate periferie francesi come nel 2005, teatro, ieri come oggi, di violenti scontri ed episodi di vandalismo sfrenato. Si è recato a Tremblay-en-France, alla sede dei Transports Rapides Automobiles (Tra) per incontrare gli autisti dei bus, vittime a più riprese di incendi delle vetture dopo una serie di blitz delle forze dell'ordine contro i narcotrafficanti. È da Bobigny, nella banlieue parigina, in occasione della nomina del nuovo prefetto della regione  Christian Lambert, che il Presidente ha inaugurato la settimana che ha come tema centrale proprio la sicurezza, suo cavallo di battaglia.

Dopo il fiasco delle regionali, che hanno visto tingersi di rosa la cartina politica della Francia; dopo la valanga dei pettegolezzi sulla sua vita privata; dopo l’inaspettata rimonta del Front National – da sempre lo spauracchio dei gollisti; dopo il recente sondaggio in cui l'85% dei francesi si è pronunciato a sfavore di una sua ricandidatura, "SuperSarkò" ha deciso di riprendere in mano le redini della V Repubblica tornando a indossare, come quando era ministro dell’Interno, i panni di premier flic de France.

La delinquenza soffia sul fuoco del disagio delle banlieues e Sarkozy impugna il bazooka. "Lo stato non indietreggerà di un millimetro", questa la promessa solenne. L’obiettivo dei prossimi mesi sarà "perseguitare i delinquenti" ed "estirpare il traffico di droga", rendendo massiccio e diretto il rapporto con la polizia che d’ora in poi potrà intervenire "senza restrizioni" in tutti gli androni dei condomini dove ci sono problemi. Riprendendo in mano il dossier sicurezza, le chef de l’Etat proporrà ai presidi di oltre 50 scuole di sistemare un poliziotto o un gendarme di riferimento con tanto di ufficio all'interno delle scuole. Monsieur le Président alza il tiro anche sulla questione – ed è questa la misura che sta sollevando maggiori polemiche – della sospensione degli assegni familiari in caso di assenteismo scolastico ingiustificato e reiterato di un alunno, che da questo momento in poi dovrà assumere carattere sistematico.

In una fase di stallo e di forte incertezza per la Francia ritorna in auge la politica del pollice di ferro, insomma. Le misure annunciate in queste ore, se non hanno scatenato il putiferio come nel giugno 2005 quando Sarkozy aveva affermato di voler "ripulire le banlieues" con il "karcher", l'idrante utilizzato per il lavaggio delle auto, fanno sorgere non poche perplessità. I francesi hanno bisogno di azioni concrete e la convincente retorica sfoderata da Sarkozy alla vigilia delle presidenziali del 2007 non ammalia più come una volta l’elettorato che si sta di nuovo disamorando della sua classe politica – le scorse regionali, che hanno registrato un abbondante 53% di astensioni, ne sono il termometro più evidente. Servire ai francesi una minestra riscaldata – di ieri le nuove, "vecchie" dichiarazioni sul divieto del velo integrale islamico con un apposito progetto di legge – non potrebbe forse risultare un’arma a doppio taglio per Sarkò, che a noi piace ancora ricordare come l'homme de la rupture.

 

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