Per Prodi la finanziaria è già approvata ma non è così

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Per Prodi la finanziaria è già approvata ma non è così

17 Novembre 2007

“Adesso posso lanciare un appello al Paese e a tutti i partiti. La Finanziaria è approvata, c’è un governo, c’è una rotta, c’è una prospettiva. Mettiamo mano alle riforme, subito, tutti insieme, per cambiare ciò che va cambiato”.

Conversando con “Repubblica”, intervistato nientepopodimenoche dal direttore Ezio Mauro in persona, Romano Prodi ostenta tranquillità e sicurezza, e non pare sfiorargli neanche l’anticamera del cervello l’ipotesi che da qui a qualche settimana la situazione per governo e maggioranza possa tornare da capo a dodici.

Buon per lui. Il Professore sprizza ottimismo a tutti i pori. Dini? “Dialogo con lui, durante il dibattito sulla manovra ha posto temi concreti su cui ci siamo confrontati”. Veltroni e la voglia di sbrigarsi a fare le riforme? “Sono d’accordo con lui”. Bordon? “Ho citato un passo del Talmud nella prefazione che due anni fa ho scritto per un suo libro: se il mare fosse inchiostro e le canne fossero penne, le nuvole fossero pergamene, e tutti gli uomini fossero scribi, tutto questo non basterebbe per spiegare la difficoltà di governare”.

Ecco, se non è bastata una sfolgorante carriera universitaria, e una discreta esperienza in politica, neanche se il mare fosse inchiostro e le canne fossero penne, le nuvole fossero pergamene e tutti gli uomini fossero scribi, si riuscierebbe a far capire a Prodi che la Finanziaria non è affatto approvata, ma dopo il passaggio alla Camera basterà una piccola modifica perché essa debba tornare in Senato, e si comincerà da capo con Dini, Bordon e tutti gli altri…

(c.p.)