Per riconfermarsi alla Regione Iorio punta sulla “politica del fare”

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Per riconfermarsi alla Regione Iorio punta sulla “politica del fare”

22 Settembre 2011

di g.l.

È una campagna elettorale a tutto campo quella che il governatore uscente, Michele Iorio, sta portando avanti in Molise in vista delle elezioni regionali del 16 e 17 ottobre. Il presidente della Regione vuole chiudere il suo mandato e presentarsi agli elettori centrando tutti gli obiettivi messi nero su bianco durante i cinque anni di governo. Proprio in questi giorni si stanno concretizzando alcuni importanti progetti su cui la Regione ha investito molto negli ultimi mesi: lo sblocco dei fondi per le aree “sottoutilizzate”, l’avvio di nuovi cantieri, le risorse per ultimare la ricostruzione post terremoto, l’apertura di nuove infrastrutture viarie, l’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza di vari edifici scolastici. Molti anche gli incontri politici con cittadini e amministratori, sulla scia di quel rapporto di vicinanza con il territorio su cui Iorio ha sempre impostato il suo lavoro da presidente.

Anche in questa campagna elettorale, il governatore vuole mettere in cima ai suoi interventi quel concetto di “politica del fare” che lo ha accompagnato durante tutta la sua carriera politica. “E’ bene tenere presente che se si amministra una grande realtà o una piccola comunità, se si è di maggioranza o di minoranza – ha detto – comunque si rappresentano dei cittadini che ci hanno mandato in quella Istituzione per attuare un programma, per fare gli interessi del territorio, per essere parte attiva ed operativa della costruzione di uno sviluppo che dia benessere e risposte ai bisogni che emergono. Tutto questo noi lo riassumiamo con la “politica del fare” che da sempre ci ha contraddistinto. Un’azione continua, magari silenziosa, poco visibile, ma concreta che portiamo avanti con coraggio ed entusiasmo all’interno delle Amministrazioni di ogni ordine e grado”. Iorio lo ha ribadito anche nel corso di un incontro a Campobasso con gli amministratori di centrodestra.

Il candidato presidente del Pdl ha tenuto a precisare le differenze tra questo modo di applicare l’esperienza e l’operatività alla politica, tipico del centrodestra, rispetto alla poco concretezza del centrosinistra. “Quella sinistra che si riunisce, si incontra, fa convegni, dibattiti, conferenze stampa, comitati civici  o permanenti, cabine di regia e ogni altra forma di marchingegno mediatico – ha evidenziato – per produrre una proposta che ovviamente è annunciata come fatta, ma che poi, immancabilmente, quando i riflettori si spengono, non viene realizzata perché priva di concretezza operativa o di sostegno economico. Tutto questo con la solita tinta ideologica”. Una “politica del fare”, quindi, che per Iorio segna la linea di demarcazione tra l’atteggiamento puramente ideologico e l’impegno di chi amministra con i fatti. “Pur essendo certi dei propri valori e dei propri principi – ha spiegato l’esponente del Pdl – gli amministratori di centrodestra non hanno un approccio ideologico ai problemi. Essi di fatto vanno esaminati come sono, per produrre, senza retorica né odio politico, progettualità che portino ad una soluzione fattiva e tangibile”.

Il governatore del Molise ha tenuto, poi, a precisare le altre differenze che, a suo giudizio, distinguono l’azione politica del centrodestra dall’altro schieramento. “Noi riteniamo la legalità, l’onestà e il credere nei valori della Costituzione – ha detto – quali presupposti indispensabili di un’attività politica che, per essere davvero tale, deve avere come obiettivo principe la creazione di fatti e programmazioni reali per i cittadini e per i territori. La sinistra, invece, pone questi elementi, e cioè la legalità, l’onestà e la difesa della Costituzione, come punto di differenza dagli altri e come meta d’arrivo della propria azione politica. Oltre, non c’è nient’altro – ha proseguito Iorio – se non una superficiale enunciazione di questioni più o meno gravi che investono la società. Problematiche a cui però questi campioni del moralismo e della retorica  non sanno dare delle risposte unitarie realizzabili e credibili”. È questo, per il candidato presidente della Giunta regionale, il nodo principale attorno a cui ruota la contrapposizione tra i due schieramenti. “Tale visione – ha aggiunto Iorio – è dunque la vera differenza tra centrodestra e centrosinistra, tra la politica del fare e la politica degli annunci, tra chi guarda all’avversario come a un concorrente e chi lo vede come un nemico da abbattere, tra chi crede alla buona fede dell’altra parte politica, anche se non ne accetta alcuni principi, e chi invece ritiene di essere la sola parte sana della società, descrivendo tutti gli altri come una sorta di delinquenti o di aspiranti tali”.

Michele Iorio ha definito le recenti elezioni Primarie del centrosinistra in Molise “un esempio di tale impostazione”. “Tra  Petraroia, D’Ascanio, D’Ambrosio e il neo moralista Romano (tutti esponenti del centrosinistra e candidati alle Primarie) non ci sono reali differenze – ha affermato – tutti propinano improperi nei confronti dell’avversario di centrodestra, demonizzandolo. Tutti enunciano i problemi di un Molise che scoprono vivere una crisi, senza vedere che gran parte del mondo vive le stessa condizione, tanto che poche settimane fa si parlava addirittura del default degli Stati Uniti D’America. All’enunciazione di queste condizioni però non seguono mai programmi o proposte che hanno elementi di operatività, concretezza o sostenibilità economica e  tecnica. Il solito parlare di tutto e di tutti come in un eterno comizio”. Ma il governatore è tornato a criticare soprattutto l’altro candidato alla guida della Regione, il vincitore delle primarie del centrosinistra, Paolo Di Laura Frattura. Iorio non ha mandato giù il suo “tradimento politico”, visto che Frattura (attuale presidente della Camera di commercio di Campobasso) è stato candidato alle scorse regionali con Forza Italia e ora guida invece la coalizione di centrosinistra proprio contro il governatore uscente. Un’anomalia politica che sta creando polemiche e divisioni nel suo attuale schieramento, anche perché Frattura ha candidato nel suo listino Oreste Campopiano, segretario regionale del Nuovo Psi (partito alleato col centrodestra) e ora leader del movimento “Regione nuova”. “Di Frattura – ha commentato Iorio – so solo che fino al giorno prima della sua candidatura, nel mio ufficio, che frequentava con non poca assiduità, mi giurava che le voci sul suo impegno alle Primarie del centrosinistra, e quindi contro di me, erano completamente infondate e inventate. E poi… Ma questi sono giudizi che debbono dare gli elettori – ha concluso – a noi è chiesto di essere coerenti con la nostra visione della politica e andare avanti per la nostra strada, orgogliosi dei nostri valori e del modo di vedere la società e il mondo”.