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l'Occidentale Abruzzo

Per rilanciare il turismo è necessario “fare sistema”

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Quale turista che “approdi” per la prima volta nel Belpaese non resta folgorato e col fiato sospeso davanti al Colosseo che trasuda secoli di storia e di fascino e non s’immedesima, per qualche breve istante, in un film immaginario, con sequenze di battaglie navali e gladiatori? Se si pensa ad un viaggio all’insegna di stelle e romanticismo poi, a chi non salta subito in mente l’idea di un giro in gondola cullati dalle dolci acque della laguna al tramonto, nelle tiepide serate autunnali e di un soggiorno nella città del festival del cinema per antonomasia?

L’Italia è tutto questo e tanto altro ancora, è un’opera d’arte en pleine air da amare e scoprire. E’ un’enorme giacimento archeologico, culturale e naturalistico, che è riduttivo circoscrivere solo alle città d’arte. Per esempio l’Abruzzo vanta un patrimonio peculiare, disseminata nei piccoli borghi arroccati, nella bellezza delle riserve naturali, nei chilometri di paesaggio costiero e nelle spiagge che nulla hanno da invidiare alle località marittime più prestigiose. Il fascino dell’Italia, lo conoscono bene gli stranieri che vagano col naso all’insù e la tipica curiosità di chi mette piede in un luogo per la prima volta. Forse, per un inspiegabile paradosso, siamo proprio noi italiani a dare per scontata l’inimitabile eredità che abbiamo la fortuna di poter vantare, trovandocela ad un tiro di schioppo.

Questo, oltre ad essere un peccato, è anche sinonimo di opportunità mancate per un rilancio economico Ormai i tempi sono maturi per prendere provvedimenti e focalizzare maggior attenzione sul turismo. Sapersi “vendere” sui mercati internazionali è importantissimo, forse lo è ancor di più proporre un prodotto turistico in modo accattivante in rete, visto che il primissimo approccio al viaggio di qualsiasi genere avviene proprio curiosando a caccia d’informazioni nel ciberspazio. L’idea proposta dal coordinatore nazionale degli assessori al Turismo Mauro Di Dalmazio nel corso dell’audizione alla Commissione Industria, commercio e turismo del Senato, è quella di elaborare un vero e proprio piano strategico per lanciare il turismo italiano – comparto nevralgico per crescita e sviluppo del sistema-paese- in chiave sistemica.

“Le regioni hanno posto sull’agenda del governo cinque o sei iniziative immediatamente cantierabili, finalizzate allo sviluppo del settore -ha spiegato l’assessore. C’è l’esigenza di realizzare un piano organico e condiviso che consenta uno sviluppo competitivo per valorizzare il comparto turistico come fattore centrale e strategico”. L’audizione al Senato è stata occasione propizia per “presentare i documenti delle regioni, confluiti sul tavolo strategico per l’elaborazione del Piano che il governo ha voluto meritoriamente attuare.

“Il Piano strategico del turismo ha realmente un senso- ha proseguito Di Dalmazio - se lo si utilizza per orientare le scelte ad ogni livello, lo si dota degli strumenti necessari e si crede realmente che il turismo possa diventare la chiave di svolta per lo sviluppo del paese”. Defiscalizzare gli investimenti relativi alla ristrutturazioni delle imprese ricettive, adeguare l’aliquota Iva in relazione ai maggiori competitori europei, creare un Fondo per le piccole e medie imprese turistiche da scorporare dal fondo delle Pmi delle attività produttive, queste le proposte formulate dalle regioni.

“I buoni rapporti di collaborazione instaurati con il Dipartimento del turismo sul piano politico- ha concluso l’assessore- hanno portato alla fluidificazione dell'iter burocratico necessario alle regioni per accedere ai fondi ex comma 1228 della Finanziaria 2007 destinati a progetti di eccellenza turistica''. Riconosciuta nel corso dell’incontro l’esigenza di gettar luce sul tema nodale della governance del turismo, sulla questione delle concessioni demaniali e la priorità che il governo emani un provvedimento da discutere in tempi brevi per evitare che il clima di incertezza paralizzi gli investimenti da parte delle piccole e medie imprese del settore.

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