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l'Occidentale Abruzzo

Per rilanciare turismo ed economia occorre puntare sulle infrastrutture

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Gli operatori del settore lamentano la scarsa capacità attrattiva dell’Abruzzo che, sulla carta, avrebbe tutti i requisiti per richiamare i turisti. Prima, però, di dar voce a recriminazioni e lamentele, occorrerebbe chiedersi il perché. Per godere di un posto, bisognerebbe arrivarci. Bene.

In Abruzzo la situazione è la seguente: l’accesso via mare è fortemente compromesso dall’emergenza dragaggio. E persino una semplice trasferta in treno dalla capitale può diventare un viaggio interminabile. Quindi? Si può provare dal cielo.

Non è una battuta. E’ la realtà. E così se davvero si vuole rilanciare la regione nel competitivo panorama turistico internazionale, occorre consapevolezza della forte potenzialità di cui è dotata e di una strategia che vede in prima linea l’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo.

Si è tanto parlato negli ultimi tempi di valorizzazione dei beni storici, dell’inestimabile eredità dei borghi, delle bellezze dei parchi e delle coste. Preziosi i fotogrammi delle meraviglie naturali di cui è dotato il territorio, che purtroppo resteranno avvolti in una dimensione inesplorata se non si presterà attenzione agli strumenti da potenziare, per attirare i turisti, incentivandoli a vivere un’avventura alla scoperta della ricca e variegata terra d’Abruzzo.

Nodo strategico e vero e proprio volano per il rilancio del settore turistico ed economico abruzzese l’Aeroporto è l’unico scalo di respiro internazionale della regione, localizzato in posizione favorevole, nel crocevia urbano tra Chieti e Pescara, collegato alla costa adriatica ed alle principali arterie viarie e ferroviarie, serve un ampio bacino di utenza che varca gli stessi confini regionali. Questa struttura moderna ed efficiente rappresenta un importante ponte strategico per la circolazione di merci e di persone fra l’Abruzzo ed il resto del mondo. Tante le città di collegamento sul continente: Parigi, Bruxelles, Spalato, Kiev, Olbia, altre le destinazioni intercontinentali come Toronto e New York. Ha catturato investimenti da parte d’importanti compagnie aeree come Air One, Ryanair e Eurofly, eppure, nonostante si possa meritatamente parlare di un suo “decollo” negli ultimi anni, non tutte le province abruzzesi dimostrano capacità di “fare sistema”, contribuendo ad ulteriore crescita e sviluppo di questo settore economicamente nevralgico.

I progetti di lungo periodo segnalano l’intensificarsi dei rapporti con l’area dei Balcani, prevalentemente con la Russia, che registra un flusso turistico in forte crescita e l’approdo in zone di grande attrattiva quali la Cina. Le ventitre destinazioni a pieno regime previste per la stagione estiva 2011 devono rappresentare un elemento trainante per lo sviluppo dei flussi turistici regionali, se inserite nell’ottica di una realtà caratterizzata da forte inefficienza nella rete infrastrutturale e viaria, duramente colpita dallo stato di emergenza dragaggio che affligge da mesi il porto canale di Pescara e che, con tutta probabilità inibirà il passaggio degli aliscafi che collegano le nostre coste abruzzesi con quella dalmata nei mesi estivi.

Non ci resta che “dispiegarci in volo” con l’auspicio che questo volo dia una sferzata di energia al turismo ed alla nostra economia.

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