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Per risolvere il problema sanità serve compattezza e responsabilità politica

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Il problema sarà risolto. E soprattutto sarà risolto senza aumentare le tasse, senza cioè pesare sulle tasche dei cittadini. E’ una forte presa di responsabilità quella del presidente della Regione, Gianni Chiodi, di fronte ad  una questione molto difficile: un nuovo pesante debito sanitario che ammonta a 360 milioni di euro e relativo al periodo 2004-2007.

Una brutta notizia per il governatore abruzzese, che dal giorno del suo insediamento ha lavorato con impegno e dedizione per ripianare la difficile situazione finanziaria della regione. Un lavoro che aveva dato si suoi frutti visto che l’Abruzzo aveva superato brillantemente le valutazioni del tavolo di monitoraggio, distaccandosi dalle altre regioni cosiddette “canaglia” proprio a causa del debito sanitario (Lazio, Molise, Campania e Calabria).

Ora bisogna ricominciare tutto daccapo. “E’ una tegola pesantissima che cade sulla Regione e sulla testa dei cittadini – ha ammesso Chiodi – proprio nel momento in cui siamo impegnati in un percorso di risanamento che non ha eguali in Italia”.

Su come si sia potuta verificare una simile “svista”, purtroppo c’è da restare sconcertati. In pratica è stata compiuta una distrazione di somme dalla quota del Fondo sanitario nazionale che lo Stato assegnava all’Abruzzo, somme che venivano trasferite nel bilancio ordinario. Una cattiva prova da parte dell’allora classe politica abruzzese, che ha provocato un forte disagio nel presidente Chiodi.

Allo studio ci sono già le possibili soluzioni. In particolare per Chiodi le strade praticabili sono due: impiegare una parte dei fondi Fas destinati all’Abruzzo e chiedere un anticipo alla Tesoreria dello Stato. Ma soprattutto quello che serve ora è un grande senso di compattezza e di responsabilità politica che superi gli schieramenti.

Cosa che purtroppo finora non si è vista. Troppo impegnata l’opposizione a puntare il dito contro l’attuale Giunta che, carte alla mano, risulta però del tutto estranea alla situazione.

Il nuovo “buco” è stato infatti il frutto di politiche e scelte scellerate che sono state compiute in anni precedenti. Non si comprende, quindi, perché, come è stato chiesto, il presidente Chiodi si dovrebbe dimettere. Lasciando a metà un lavoro di risanamento che ha prodotto buoni risultati.

“Tutti abbiamo responsabilità su quello che è avvenuto – sono state le parole del senatore Paolo Tancredi, coordinatore provinciale del Pdl a Teramo – e forse l’errore più grave è stato quello di aver sottovalutato il problema. Ma certamente non è questo il momento di litigare sulle responsabilità- aggiunge – Un atteggiamento responsabile è quello invece di fare fronte comune. Quanto alla giunta Chiodi, ritengo quantomeno ingeneroso non prendere atto che ha fatto tutto il possibile per affrontare al meglio la disastrata condizione del debito sanitario della regione”.

“Facciamo appello al governo nazionale – afferma il consigliere regionale Federica Chiavaroli -. Credo che il presidente Chiodi abbia dimostrato grandi capacità nel gestire una situazione complessa, frutto anni di cattiva amministrazione, anche a costo di dover compiere scelte impopolari. Da sola, però, la Regione Abruzzo non è in grado di affrontare questo nuovo e inaspettato debito. Il governo deve darci fiducia”.

Di situazione inverosimile parla, infine, il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Gianfranco Giuliante. “Da più parti e con diverse argomentazioni si sta chiedendo che Chiodi paghi per conto terzi. Da tutti si è riconosciuto che i nodi che stanno venendo al pettine sono frutto di scelte scellerate che un “partito della spesa” trasversale e onnivoro ha compiuto negli anni passati. Questo approccio – prosegue Giuliante – la dice lunga perché sottolinea la scelta di mettere a reddito l’occasione politica, peraltro falsa, anziché cercare soluzioni possibili. Il presidente Chiodi ha ripetutamente sottolineato che il sistema Abruzzo, proprio per le motivazioni espresse da imprenditori e sindacati, non reggerà a un’ulteriore tassazione e per questo sta cercando di fare il possibile perché ciò non avvenga”.

Insomma l’auspicio, come ha chiaramente detto il senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl, è quello di dar vita in Regione ad un partito trasversale della responsabilità civica.

Nella convinzione che l’arma migliore per superare questa ulteriore complicazione sia il buon senso politico. Gli errori del passato continueranno a venire a galla e sarà compito di chi governa trovare le soluzioni. Un compito difficile, ma anche stimolante e soprattutto, un’opportunità per la politica di tornare al suo ruolo autentico.

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