Per “verificare” la Macrì bastava chiedere alla mamma
24 Gennaio 2011
di Redazione
Nadia Macrì dice di avere avuto rapporti sessuali con Berlusconi e di aver visto Ruby Rubacuori ricevere soldi dal premier. Lo dice prima davanti ai microfoni di Annnozero, in diretta tv e con tanto di dettagli sulla piscina e il Cav. nudo che nella stanzetta dei massaggi ordina: “avanti un’altra”; poi davanti a quelli – giudiziari – della procura di Milano.
Tattica di sicuro effetto mediatico, non c’è che dire. Sui contenuti e sulla veridicità dei racconti boccacceschi della Macrì restano molti punti interrogativi, lati oscuri, cose che non tornano. Il procuratore capo Bruti Liberati vuole verificare attentamente le dichiarazioni della giovane escort emiliana che a Sandro Ruotolo ha assicurato che oggi non fa più quel mestiere, tuttavia se capita… Ma viene da domandarsi se prima di aprire l’ennesimo allegato al Rubygate, disporre accertamenti che presuppongono l’ulteriore impiego di uomini e mezzi, non era meglio farsi un’idea chiara o quantomeno aggiungere all’allegato in questione anche ciò che la mamma della Macrì, più che l’ex marito, ripete ormai da mesi sul conto della figlia.
Quanto meno si sarebbe fatto prima, almeno in un paese normale. E invece il panorama mediatico e giudiziario continua a girare attorno e dentro Arcore. In quello politico dell’opposizione da ieri è entrata anche Emma Marcegaglia che in tv da Fazio denuncia: “Da sei mesi il governo è fermo”. Non era meglio se prima di andare in tv avesse chiesto lumi sul perché al piano alto di Montecitorio?
