Perché a Prodi fa comodo spostare l’attenzione sulle intercettazioni
21 Dicembre 2007
di Carlo Meroni
“Ciao Mario, sono Carlo”
“Ciao. Come va?”
“Tutto a posto. Avrei bisogno un favore: non è che tu, tramite la ditta,
potresti procurarmi delle lastre di plexiglass da tre metri per due, spessore 3
millimetri? Poi ci mettiamo a posto”
“Certo Carlo. Non c’è problema…e figurati se te le faccio pagare…al
limite mi devi un favore. Ma se posso farmi gli affari tuoi, che te ne fai?”
“Sono per il terrazzo. Vorrei fare un giardino d’inverno, chiuso ed
accogliente. Sai, se porto a casa qualche bella topolona potrei impressionarla
favorevolmente….ma mi raccomando: acqua in bocca con Lucia!”
“Eh, ti capisco…quella è proprio una gran stronza!”
Prima che ci pensi qualche magistrato ficcanaso, vi rendo partecipi
della conversazione che io ed un mio amico abbiamo avuto oggi pomeriggio. Visto
l’andazzo…
Se non fosse questo un argomento terribilmente serio, potremmo farci
anche due risate sulla conversazione tra Berlusconi e Saccà. Su questa
benedetta fiction sul Barbarossa, su Urbani, sulle vallette alle quali affidare
la comparsata televisiva dell’oca affinché qualcun altro faccia il salto della
quaglia.
Ma invece non c’è proprio nulla da ridere. Per più motivi.
Innanzitutto perché grazie a
Berlusconi si è scoperta l’acqua calda. Si sapeva, per sentito dire, che era
così; qualche irriducibile idealista come me forse poteva pensare a qualche
isola felice. Adesso invece abbiamo la
prova provata: è chiaro a tutti il mare in cui naviga la politica italiana. Ma
a nessun singolo eletto in Camera e Senato venga in mente di prendere le parti
di Catone il censore: Berlusconi è solo uno fra tutti. Che siano rese note le
telefonate di tutti i politici e poi vediamo chi potrà vantare verginità in
merito a raccomandazioni, “do ut des” di vario genere ed apprezzamenti più o
meno coloriti a compagni del medesimo partito.
“Chi è senza peccato….”: sono certo che le pietre resteranno tutte ben
salde fra le mani.
Secondariamente, Berlusconi ha mancato l’occasione per dimostrare che
il rimprovero più sovente utilizzato dai suoi (ex) alleati, e cioè di essere un
accentratore, non fosse per nulla rispondente a verità. Almeno per il
posizionamento di veline o fiction strategiche, carissimo Cavaliere, demandi
qualcun altro anziché esporsi in prima persona!
Terzo, Berlusconi dopo aver telefonato male, ha pure risposto peggio.
Avrebbe dovuto difendere parola per parola tutto ciò che ha detto nella
telefonata con Saccà, visto che non c’era proprio nulla di male. E invece ha
reagito come un bimbo punto nell’orgoglio, arrivando a giustificarsi replicando
che in Rai lavorano solo ed esclusivamente prostitute e paraculi di sinistra. Molti, la grande maggioranza, saranno certo di
questa foggia; ma non credo assolutamente che non esista in Via Mazzini e
dintorni anche qualche personaggio serio, professionale, indipendente e
svincolato da queste logiche. Dio salvò Sodoma e Gomorra per soli dieci
giusti…Berlusconi abbia pietà della Rai!
Ma dopo le note di colore, veniamo alle note dolenti. Ma come è
possibile che in un paese che si voglia definire “civile” si possano esporre al
pubblico ludibrio un dirigente Rai ed uno dei più importanti personaggi
politici (oltre che imprenditoriali) d’Italia pubblicando su un giornale e
diffondendo via internet il contenuto integrale di una telefonata assolutamente
privata? Oltretutto, e questa è un’aggravante di non poco conto, stiamo
parlando di una telefonata all’interno della quale non è possibile rintracciare
nemmeno il minimo accenno ad un qualsiasi reato. Semplicemente vergognoso.
E ancora: perché quello che è consentito fare nei confronti di
Berlusconi non è consentito fare per nessun altro esponente dell’intero
scenario politico nazionale? E’ un vero e proprio tiro a segno, un becero
sciacallaggio mediatico.
Infine, trovo sia troppo comodo solleticare l’opinione pubblica e
riempire le pagine di giornali e telegiornali utilizzando queste facezie più
utili ad un rotocalco gossipparo, quando invece i problemi veri del Paese
sarebbero altri. Troppo comodo parlare sempre del “solito” Berlusconi anche
quando non è al governo ed invece tacere di chi al governo ci sta, anche se gli
italiani non ne possono più e ne sono ormai nauseati. Meglio allora distrarli, questi
italiani, piuttosto che farli assistere allo scempio perpetrato.
Meglio prendere per il culo per l’ennesima volta Berlusconi, piuttosto
che parlare di una finanziaria che ha chiesto tre volte tre la fiducia; di una
benzina che ha raggiunto quasi 1,4€ al litro, con un divario di oltre cinque
centesimi/litro rispetto alla media del costo della benzina negli altri 25
paesi dell’area UE; dei tagli alle tredicesime; di un 5 per mille liberamente
devoluto dai cittadini e mai distribuito alle associazioni Onlus che lo
aspettano da due anni; delle pietose autostrade che ci ritroviamo ma che dal
primo gennaio aumenteranno del 4% i loro pedaggi; di generi di prima necessità
sempre più cari sui banchi dei supermercati; di un ministro dell’economia che
rimedia insuccessi a raffica ma resta artigliato allo scranno; di una vendita
dell’Alitalia gestita in modo dilettantesco…
Ma chi glielo fa fare al governo di lasciare tutti questi temi sulle
prime pagine dei giornali?
Meglio non perdere il vizietto, e continuare a sparare su Berlusconi…finchè
c’è Travaglio c’è speranza.
Calunniate, calunniate…qualcosa resterà, diceva Voltaire. Ma l’unico
che spera di restare, e per farlo gioca anche scorrettissimi colpi al di sotto
della cintola, aiutato dagli amici giornalisti e magistrati; è il ridicolo presidente
del consiglio che ci ritroviamo.
