La recensione

Perché Benedetto XVI è il primo “papa emerito” della storia

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Da quando Benedetto XVI ha rinunciato al soglio di Pietro, una domanda è comparsa sul tavolo dei quesiti a cui è difficile rispondere: cosa vuol dire, nella maniera più dettagliata possibile, “papa emerito”?. Il libro di Rosario Vitale, che è uscito in libreria qualche settimana fa e che è edito da Aracne, rappresenta forse la miglior risposta fornita, partendo da due presupposti molto rigorosi: quello del diritto canonico e quello della storia ecclesiastica. Perché qualche precedente, prescindendo da quello che è stato raccontato in questi sei anni e mezzo, esiste eccome, ma vanno operati dei distinguo.

Non si può parlare di un accadimento che ha spesso accompagnato la Chiesa cattolica nella sua storia, (la rinuncia di un papa non può essere “normalizzata”), ma di un evento ascrivibile all’interno di una casistica sì. Joseph Ratzinger, in un carteggio privato col cardinal Walter Brandmueller, lo stesso carteggio che è poi balzato agli onori delle cronache in maniera almeno un po’ imprevista, lo aveva spiegato così: “Con il Papa emerito ho cercato di creare una situazione nella quale io fossi per i mass media assolutamente inaccessibile e nella quale fosse pienamente chiaro che c’è solo un Papa. Se lei conosce una via migliore e crede di poter condannare quella da me scelto, la prego di dirmelo”. Il teologo tedesco, insomma, ha già chiarito la natura della scelta fatta.

Ma qualche elemento di novità è sin da subito rintracciabile all’interno delle interviste che lo stesso Rosario Vitale e il professor Valerio Gigliotti, che ha contribuito con un suo testo alla pubblicazione, hanno rilasciato a Vatican News, nel corso della presentazione romana dell’opera. “Ciò che il mio testo vuole dimostrare – ha dichiarato il giovane autore – è la sussistenza di una lacuna legis dal punto di vista canonistico sul nuovo titolo assunto da papa Benedetto XVI, il titolo di papa emerito”. E infatti il titolo completo del libro è: “Benedetto XVI, il primo papa emerito della storia. Un profilo storico-canonistico”. Come a voler sottolineare che, per quanto possano essere elencati nomi di altri papi rinunciatari, quella di Joseph Ratzinger rimane una decisione unica nel suo genere, per via della declinazione “emerita”, che di solito riguarda solo i vescovi.

Anche il professor Valerio Gigliotti, nella intervista sopracitata, parla della “aggiunta di un elemento di novità”, condita dall’ “esercizio di preghiera all’interno del recinto di San Pietro”. Viene rimarcata la “continuità”, insomma, ma si tende pure a parlare innovazione rispetto alle consuetudini ecclesiastiche in materia di papi che hanno rinunciato a regnare. È un testo, quello di Vitale e Gigliotti, che sembra finalmente risolvere un rebus giuridico-giornalistico. Prendendo per buona la tesi espressa, però, diviene almeno necessario porre la questione della mancanza di una base normativa canonica in grado di far rientrare in una fattispecie specifica l’opzione selezionata da Benedetto XVI.

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