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Perché in Italia manca una “religione civile”

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I ricorrenti attacchi del neotradizionalismo cattolico al Risorgimento italiano e ai suoi artefici, a cominciare da Giuseppe Garibaldi - v. la libellistica antigaribaldina di Angela Pellicciari, di Massimo Viglione, di Antonio Socci, di Vittorio Messori etc. purtroppo presa sul serio anche da talune componenti culturali di “Forza Italia”’ produce nello studioso, che ancora si ostina a ispirarsi alla grande lezione di Max Weber, un profondo disagio. Quello di essere costretto a una sorta di “cerchiobottismo teoretico” indotto dalla sua ferma determinazione a non voler proiettare nel passato passioni e programmi d”azione del presente. La crociana “storia come pensiero e come azione” è diventata, ormai, una rappresentazione dei conflitti politici e ideologici del nostro tempo con gli abiti di scena di ieri o di avant’ieri. Non stupisce, pertanto, che un difensore (peraltro benemerito) di Garibaldi come Mario Isnenghi - v. il suo libro Garibaldi fu ferito, ed. Donzelli - tragga pretesto dai detrattori dell'eroe dei due mondi per parlare, non solo, del vuoto lasciato dalla fine delle ideologie (un paese che non crede più a niente non può che provar fastidio per chi consacrò la sua vita all'ideale) ma, altresì, della conversione monarchica di uomini come Francesco Crispi o Agostino Depretis, presentandoli quasi nelle vesti degli intellettuali militanti d”antan passati al servizio del Cavaliere.

In tal modo, tra la Scilla del rinato sanfedismo cattolico e la Cariddi del moralismo laicista - che dal gobettismo, attraverso l’azionismo, arriva sino a Pannella e all’ideologia rosapugnona - viene ancora una volta rimosso quello che fu il dramma effettivo del Risorgimento italiano e poi dell’Italia unita: l'assenza di una autentica religione civile e la sua sostituzione o con la religione politica (fascista o comunista) o con una ideologia teocratica nutrita di antimodernismo. Poiché storici superficiali come Emilio Gentile hanno contribuito a intorbidare questa complessa tematica, è necessario introdurre qualche utile distinzione concettuale. La religione civile è il sostegno simbolico che il sistema politico riceve da tutte le confessioni religiose presenti nel paese, che idealmente partecipano, ogni giorno all’alzabandiera negli spazi pubblici e pregano, ciascuna nel suo linguaggio, il gran Dio dell’universo perché protegga la patria e le sue leggi. La trascendenza rimane trascendenza e, persino, nel caso del “popolo eletto”, non viene mai asservita (del tutto) alla ragion di stato e alle sue logiche potenzialmente imperialistiche. Tant’è vero che il “Padre che è nei cieli” può punire i suoi figli che hanno disobbedito ai suoi comandamenti e riversare su di essi la sua collera. “Tremo al pensiero della giustizia divina” confessava il mite illuminista Thomas Jefferson parlando della schiavitù.

La religione politica è altra e diversa cosa: è l'immanente che si fa trascendente, la comunità politica che assurge a entità divina, l’oltremondo che si fa mondo, l'Eden che non sta al di là ma deve essere realizzato nell’al di qua. La “grande divisione” liberale tra etica, politica, religione, economia è annullata: c'è un solo dovere, quello di cooperare con lo Spirito dell’Ideologia al compimento della promessa; c'è una sola immortalità, quella riservata ai caduti nella guerra contro i nemici esterni o nella lotta contro gli avversari di classe: ”chi per la patria muor vissuto è assai!” ma anche gli eroi del popolo avranno i loro santuari della memoria.

Nelle grandi democrazie atlantiche, la constantiana “libertà dei moderni” è nata, per così dire, dalla secolarizzazione di abiti e credenze religiose profondamente radicate nel sentire collettivo: lo spirito cartesiano e razionalista non vi ha svolto alcun ruolo significativo. Come insegnano i grandi sociologi e pensatori politici dell'Ottocento e del Novecento - da Alexis de Tocqueville al citato Max Weber - è dalle parrocchie che sono nati i “costumi” e dai costumi sono nate le costituzioni, che oggi diremmo, “materiali”. Il culto dell’interiorità, i valori dell’ordine e dell’autodisciplina, il senso dell’onore e della rispettabilità, l'esaltazione del lavoro, il privilegiamento dell’onestà e della rettitudine e la riprovazione di qualità “mediterranee” come l'astuzia e l'arte dell’arrangiarsi, costituiscono da sempre la sostanza etica della democrazia anglosassone. La “religione civile”, in queste aree, è anche il compendio di disposizioni morali che rappresentano per lo Stato risorse preziose ma, altresì, possibili “tribunali spirituali” intesi a ricordare costantemente ai governanti i loro doveri e ai governati i loro diritti - v. il ruolo dei ministri del culto delle “Grandi Pianure” nei movimenti di protesta contro le tentazioni autoritarie dei leader politici di Washington (Es. il maccartismo).

La tragedia italiana (ma anche francese e iberica) può riassumersi nella scissione tra la dimensione religiosa e quella etico-politica: il cattolicesimo - parlo della sua “sociologia” non della corretta interpretazione dei testi sacri, su cui non ho competenza - non ha prodotto “costumi” utilizzabili dalla democrazia liberale e la “modernità ha compiuto il suo cammino senza di esso anzi, spesso, contro di esso. Di qui il nobilissimo tentativo mazziniano (a torto irriso o malcompreso dagli spiriti superficiali) di “dare una ”anima alla nazione” avendo intuito giustamente che le repubbliche non possono costruirsi senza una qualche base nel “divino” - e sia pure in un divino che si è ritirato dal mondo ma vi ha lasciato un'impronta indelebile nei valori diffusi e, in primis, nel senso del dovere e del sacrificio. Ma di qui, pure, l'inevitabile fallimento del progetto giacché nessun uomo e nessun partito, per quanto di spiriti profetici dotati, possono supplire al lavoro dei secoli e di agenzie spirituali che, pur non immuni, come tutte le cose umane, dalla corruzione e dalla violenza, hanno eretto cattedrali e conventi, “spedali” e università, hanno animato missioni e fondato istituti di carità.

Come si legge in un meditato editoriale di “Civiltà Cattolica” di alcuni anni fa, Unità d'Italia e laicità dello Stato (2002, III, quad. 3653),”gran parte dei patrioti italiani, Mazzini compreso, auspicavano la creazione di un nuovo tipo di religiosità laica in qualche modo concorrente - anche se non contrapposta con quella tradizionale cattolica, alla quale la stragrande maggioranza degli italiani si sentiva intimamente legata. |...| Questa religiosità patriottica (della “santa carità della Patria”) aveva come fine dichiarato l'adempimento di una missione quasi salvifica - di altro valore spirituale e morale (cioè ideale) - alla quale tutti gli italiani liberi erano chiamati a cooperare per dar vita alla tanto attesa unità nazionale”.

Disancorata da un’istituzione religiosa che “stava nel mondo” ma che guardava oltre il mondo, la religione patriottica mazziniana rischiava o di trasformarsi in una “religione politica” (come il nazionalismo e il fascismo), con la perdita secca dell’universalismo illuministico dell’Apostolo genovese, o di diventare l'ideologia di un'élite intellettuale laicista, anticlericale (le sue ultime propaggini sono l’azionismo di ieri e il rosapugnonismo di oggi) priva di rapporti organici con le masse, con la perdita dello spiritualismo arco portante dei Doveri dell’uomo.

Contro la Chiesa la costruzione della “democrazia in Italia” si faceva sulla sabbia ma con la Chiesa non si faceva affatto, avendo Pio IX inalberato il vessillo della Controrivoluzione e di una lotta a oltranza contro lo spirito del liberalismo che nessuna esegesi revisionistica del Sillabo riuscirà mai a ridimensionare o a “storicizzare”. La vera anomalia italiana è tutta qui.

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13 COMMENTS

  1. sconcertante…
    Il mio sconcerto verso quest’articolo è assoluto.
    Mi permetto di suggerire solo una piccola modifica: sostituire a “religione civile” il termine più appropriato di “religione della menzogna”.

    Un “mediterraneo”

  2. Basta!
    Il risorgimento italiano è stato un vero dramma, soprattutto per la gente del Sud ridotta in schiavitù, sacrificata all’altare della massoneria internazionale…E’ questa la vostra religione? Basta con le menzogne è ora che la verità si faccia strada e metta finalmente a nudo tutte le nefandezze commesse dai cosiddetti “padri della patria”

    Un Sanfedista

  3. Nell’articolo in questione
    Nell’articolo in questione c’è un grave errore: la data. Non dovrebbe essere datato “2007” ma, più correttamente, “1857”… Tutte queste parole, infatti, potevano anche essere acettate prima che molti studiosi (appassionati e non a pagamento delle università o di enti culturali finanziati con denaro pubblico) andassero a fare le proprie ricerche tra documenti e libri sconosciuti rivelando il vero volto del “risorgimento” italiano e dei suoi protagonisti. Dopo un secolo e mezzo occorre più rispetto per la verità storica. Più rispetto per le popolazioni meridionali conquistate, massacrate e colonizzate dai “garibaldi” di ieri e di oggi.

  4. Parole sante
    Il rischio che corrono i teocon è di ridursi a un compromesso più che al ribasso con la Chiesa (che a compromessi non può scendere) nel dare un contenuto a quella religione civile di cui l’Italia ha bisogno, in questo modo finendo per avallare l’antimodernismo della Chiesa stessa. I teocon, loro malgrado, corrono il rischio di morire papisti.
    es

  5. Nessun commento,perchè
    Nessun commento,perchè l’Italia attuale si commenta da sola.
    Giuseppe Garibaldi il 26 settembre 1880,dopo essersi dimesso da deputato, scrive a C.Dobelli,direttore del giornale “La Capitale” ,di non poter essere”tra i legislatori in un paese dove la libertà è calpestata e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà ai gesuiti ed ai nemici dell’unità d’Italia”.”Tutt’altra Italia,-aggiunge-, io sognavo nella mia vita,non questa,miserabile all’interno e umiliata all’estero”.
    Il commento e l’eventuale attualità di queste parole lascio al lettore decidere

  6. Caro l’Occidentale, apprezzo
    Caro l’Occidentale, apprezzo il noblie tentativo di salvare i teocon da loro stessi; ma non e’ questo il punto.
    Se i liberali dell’Occidentale fanno oggettivamente il tifo per i cannoni di Bixio e con i brontesi restano gli antimodernisti, il problema stavolta e’ tutto vostro.
    La vostra rubrica si intitola “la Chiesa in movimento” – ma forse un’utile ginnastica mentale e’ necessaria ai liberali in ritardo di un secolo e mezzo.

  7. verita’ non religione civile
    Non si tratta di religione civile ma di dire la verita’ storica su personaggi e fatti che sono stati mitizzati per nascondere gli orrori e gli errori che hanno commesso
    specie su Garibaldi le menzogne sono cosi’ clamorose da essere addirittura scandalose.
    E’ l’ ora della verita’ e di dire che il risorgimento per noi delle Duesicilie e’ stato solo un disastro, un’occupazione ed un massacro.
    per il resto se in Italia non c’e’ una religione civile e’ proprio per questo, a cosa dovremmo credere alle storielle risorgimentali?
    meglio rimanere “atei civili” allora!
    Giulio Larosa
    Pescara

  8. Ciò che sta accadendo in
    Ciò che sta accadendo in Italia non ha bisogno di commenti poichè si commenta da solo.
    Giuseppe Garibaldi,dopo essersi dimesso da deputato,il 26 settembre 1880,scrive a C. Dobelli,direttore del giornale”La Capitale, di non poter più essere “tra i legislatori in un paese dove la libertà è calpestata e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà ai gesuiti ed ai nemici dell’unità d’Italia.”Tutt’altra Italia,-aggiunge-;io sognavo nella mia vita,non questa,miserabile all’interno e umiliata all’estero”.
    Di lì a poco s’imbarca per Caprera dove morirà qualche anno dopo il 2 giugno 1882.
    In queste parole si racchiude l’amarezza di chi ha combattuto per una certa Italia.
    Il commento e l’eventuale attualità di queste parole sono lasciate a chi legge.
    Anonimo Italiano

  9. risorgimento
    Ma quale religione civile?
    Il risorgimento ha visto il massacro dei vinti (i cafoni meridionali), dapprima briganti (mai insorgenti o resistenti) e poi addirittura emigranti.
    E poi di quali colpe si accusa la Chiesa? Forse di quella più grave: ossia essersi messa dalla parte dei diseredati?
    C’è stata eccome (purtroppo) una religione civile sabaudo-piemontese , ed è consistita nel tentativo di cancellare la memoria storica dei vinti del risorgimento, per esempio con l’abbattimento sistematico di tutti i simboli di un Sud decente (vedi la rimozione dello stemma gigliato dalla facciata Teatro San Carlo , oppure dal salone reale della Reggia di Caserta, o delle statue dei reali borbonici) , o con la cancellazione della vecchia toponomastica e la demonizzazione di tutto ciò che apparteneva al vecchio regno napoletano, divenuto anzi ragione di scherno.
    E dopo cento e più anni di decadimento del Sud si deve ancora ricercare una ragione storica?
    Da quale parte?
    Rileggetevi i brani parlamentari scritti da quegli stessi meridionali, liberali e disillusi, come i vari Fortunato e gli altri, e vedrete di quale religione avevamo bisogno…E cosa c’entra Garibaldi, in tutto questo, se non nella creazione di un mito civile?
    Mi spiace,ma credo che -oggi come oggi- siate un pò fuori tempo massimo!

  10. “Fatta l’Italia bisogna
    “Fatta l’Italia bisogna fare ngli italiani”… il fatto che questa “religione civile” non si sia edeguatamente formata negli italiani dovrebbe far riflettere: evidentemente la propaganda risorgimentale, le favole da mille e una camicia rossa non hanno sortito a pieno i loro effetti soporiferi sulla memoria di chi dovrebbe dimenticare nefandezze d’ogni genere subite.
    Ma poi Garibaldi è solo la punta di un iceberg di ben altre dimensioni sullo sfondo di congiure sabaude e festini massonici segreti. Altro che religione civile, quello che è accaduto ne è esattamente la negazione. E voi non volete che venga detto. Siate liberali fino alla fine.

  11. Lareligione civile”deriva dall’esitenza d-risepettosa concorenza
    L’’assenza di una autentica religione civile è a mio avviso data dalla mancanza di un autentico clima concorrenziale sistema elettoral – istituzionale che determina la notoria inesistenza di effettivi sostanziali ricambi generazionali nelle rappresentanze politiche, alchè difficilmente si potrà mai pretendere alcun cambio d’indirizzo rispetto al continuativamente inerziale in “corso solo galleggiamento” appannaggio della solita nomenklatura, incapace di adeguarsi ai tempi per leggi elettorali, regolamenti parlamentari, ecc… più pertinenti.
    Un inerzia che oltre a comprimere se non sopprimere ogni eticità e morale, ulteriormente dimostrata dal fatto che, nonostante il cambio (ricambio) di colore ai governi tutti i rilevatori nazionali quanto quelli internazionali ci dichiarano fermi, vedonsi le ultime rilevazioni: Istat – U.E. – F.M.I. quanto la graduatoria Index che ci collocano al 60°esimo posto come fanalino di coda dei Paesi sviluppati (secondo la graduatoria secondo l’index of Economimic Freedom del Wall Street Journal)
    Segno e conseguenza di una sfacciata e palese mancanza di qualsivoglia concorrenza in atto nell’italico agone politico per assenza di effettive “autentiche opzioni politiche” alternative rispetto alla “statica inerzia in corso” che si renda capace d’imprimere quello scatto d’orgoglio necessario a partire con un autentico ricambio… quando dall’impaludamento se ne può uscire solo con un balzo… per saltare l’obsolescenza incorso
    Per renderci capaci di riscattarsi dalla solita morsa di cui restiamo prigionieri.. quella forzosa inerzia impressa dalla casta in corso… dove, caserecce cronistorie si susseguono… mordendo sempre le medesime ossa di quel consunto solito famigerato bouquet elettorale dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum” e/o prossimo potenziale “Guzzettum” si rimane inchiodati al medesimo gioco dell’oca propinato dai soliti amatoriali croupier! non facendo altro che aumentare l’autoreferenzialità alla stessa casta!
    Perdendo prezioso tempo con i soliti disfunzionali esercizi del toglie e metti in un siffatto stereotipato modo, attraverso i soliti voluttuari referendari ritagli oltretutto scialacquando inutili risorse poiché gli esiti del rimasuglio, vengono sovente emendati, rimaneggiati regolarmente se non snobbati, raggirati, e nei più spudorati macroscopici modi, si finisce vittime del medesimo gioco dell’oca ripristinando quei soliti modelli dell’anatra zoppa! Un cane che si morde “volutamente” la coda!
    Dove, così facendo, la tanto agognato apertura e liberalizzazione dei mercato diviene sempre più e si mantiene una illusoria chimera… il solito vero sogno di mezza estate!
    Determinando un mercato politico sempre più asfittico in quanto sistematicamente drenato e/o fatto prosciugare dagli apparati, lobby, corporazioni gestori di un siffatto anacronistico procedere che propinano i soliti suddetti incompleti modelli elettorali.
    Ciononostante il loro riconosciuto costrittivo vizio data l’enucleata incompiutezza imperterriti, più o meno cinicamente o miopemente coscienti, vi si continua indefessi ad attingere, senza avere il coraggio di rilevarne l’arcano delle loro effettive criticità determinata dall’enucleata loro incompiutezza.
    Così facendo se ne accetta la stessa riproposizione mantenuta nei medesimo incompleti modi e termini per così continuare più o meno piangersi perennemente addosso. Purtroppo senza badare che così facendo non si farà altro che rafforzare ulteriormente la nomenklatura, il sistema d’autoreferenzialità di casta in attuazione che mantiene soltanto e sempre aperta ed illimitata efferata fagocità predatoria…. che ci ruba il futuro!… in illusoria attesa di copertura da quella di Penelope tessitura!
    Pertanto se non si riuscirà a scardinare quanto in corso, a riscattarsi da un siffatto “ciclico alterno dissipativi gioco” inutile sarà ogni sforzo in un siffatto assurdo alla “Sisifo” procedere dove, lo sforzo e le spese rimangono sempre e purtroppo pertinente al solo Pantalone” giacché la casta vi rimarrà perennemente e comunque immune!
    Nel merito mi permetto inviarVi la “Favoletta dell’italica barchetta” propedeutica a svilupparne impliciti “ricorrenti” sogni di mezza estate” quale proposito affinché, oltre al pervenire ai necessari adeguamenti che i tempi reclamano riferiti ai regolamenti parlamentari, ai finanziamenti pubblici ai partiti, si acquisisca un meccanismo elettorale completo, con leggi che esprimano al massimo del potenziale delle possibilità l’ambito entro il quale abbiano luogo in altrettanto modo la massimizzazione dei processi democratici preposti per una chiara, trasparente e realisticamente competitiva determinazione delle rappresentanze politiche.
    Giulio Mancabelli

    La favoletta dell’italica barchetta!? Perché mai salpare?!

    (della barca e degli strumenti.. della fagocità predatoria degli attuali Capitani… si rimette ai (prossimi) posteri l’ardua sentenza!?)
    Quale “democrazia domani?!?” Fra democrazia matura estesa – percepita, autoreferenzialità & cattività !
    Quindi prima di surriscaldare l’arrembaggio ed arrivare frettolosamente ad impropri e/o magri anacronistiche soluzioni sarebbe più opportuno riflettere per meglio attrezzarsi nelle opportune maniere per rendere l’”italiota barchetta” una vera e propria “italica orgogliosa barca” più completa con timone e vela altrettanto integri ed allocati nelle loro appropriate congeniate sedi in moda de renderla efficiente ed efficace nel solcare competitivamente gli oceani… rimuovendone appunto gli effettivi ingombri che le precludono ogni suo normale, naturale, fisiologico sviluppo verso una più piena libera, aperta e pregna maturazione, rispetto a quanto avvenga con l’usualmente modalità che tenendola ancorata alla solita famigerata totemica obsolescenza rappresentata dai suddetti incompleti, parziali ibridi mal congeniati modelli elettorali dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum e/o prossimo Guzzettam il quanto ci mantiene fermi* (vedonsi Istat-UE-FMI) prigioniere dell’ennesima riprodotta inconsistenza nello spazio tempo! Modelli che pur vetusti ci vengono propinati in un altrettanto anacronistico pedissequo monodinamico modo che la mantiene in siffatta cattività diventando una e propria “persecuzione” in cui veniamo a ritrovarci.
    Un’ accanimento cui viene in continuazione sottoposta per impropria ed imparziale maniera nell’allocazione dei suoi basilari strumenti di bordo: timone e vela (boma) costringendola a rimanere impaludata e ferma!
    Quando dovrebbe essere assodato da “millenario pragma” che una barca normale al di là delle categorie d’appartenenza (laser, optimist…. quindi, OCSE, NATO o paese in via di sviluppo, ecc.) dovrebbe possedere in modo funzionali e correttamente congeniati ed allocati con la opportuna razionalità tecnica dei mezzi: una vela ed un timone Giacché talora la scelta d’avalutatività dei mezzi, non lo scopo costituiscono il problema! (Max Weber)!
    Ai quali per semplificazione riserveremo per simbolica analogia al
    • TIMONE la funzione del
    MAGGIORITARIO che “incardina” al meglio la
    “KRAZIA” dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza delle istituzioni pertanto, ben ne rappresenta la
    “Ragione” la
    GOVERNABILITA’ – e “girando” sull’induzione
    CENTRIPETA
    ed alla
    • VELA (nello specifico al BOMA) quello del %0D
    PROPORZIONALE che ne rappresnta per complementarietà la
    RAPPRESENTATIVITA’ riproduce il
    “DEMOS” che al meglio ne raffigura la
    “Passione” – e gira sull’induzione
    CENTRIFUGA distributiva-
    da’ origine nei fatti ad una multiate (Bobbio)
    e non ultimo inequivocabilmente
    • La “Sicurezza nel futuro” che ce la dobbiamo sudare dall’impegno di ognuno di noi ingenerando quel effettivo senso di appartenenza per ricaduta dai suddetti presupposti ricercando concreta risposte costruttive alle sfide dell’incertezza ….acquisendo modi alternativi di guardare le cose! Giacché alla “Monod” “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!”….articolandole ed organizzandole alla: Deming, Goffman, ecc…”!
    Assunto che ogni barca a ben vedere… senza vela e timone o resi questi sottodimensionati con limitati strumenti limitanti non potranno che esserlo i risultati… Pertanto, la debolezza strumentale non potrà che divenirne debolezza operativa! ed altrettanto modo non potrà accadere quando trattasi di sistemi elettorali condizionanti il SISTEMA PAESE – ITALIA!…
    Allora, affinché la “barca” possa non soltanto galleggiare ma, effettivamente correttamente navigare e, quindi illusorio prefigurare il solcare… quanto più difficile lo diverrà con un siffatto scombinato mal congeniato ciclico alterno incompleto disarticolato procedere dati i suddetti limitati e mal assemblati mezzi pretendere di poter competere scarsi non potranno che esserne i risultati e le ultime rilevazione UE quanto quelle FMI dichiarano che siamo, nonostante i sacrifici propinatici risultiamo “stabilmente” ultimi e fermi* Sì. Proprio così, volenti e nolenti, l’Italia è ferma! Quale ulteriore conferma dalla quale evincere che anche il sistema elettorale è obsoleto, incompleto!..
    Appunto una barca normale dovrebbe esser provvista di entrambi i suddetti indispensabili complementari strumenti: vela (boma) e timone ed entrambi dovranno trovare la corretta appropriata loro distinta allocazione in pertinenza di livello e di pescaggio “sotto & sopra” affinché, la complementare coazione equilibrata di entrambi di questi strumenti (commutativa – rettificatrice), permetta una più virtuosa gestione di governo implementando l’aspetto della complementarietà governativa con quella distributiva indicizzata sulla rappresentatività per così poter meglio rispondere alle istanze ed alle esigenze della cittadinanza e delle stesse “istituzioni” per contestualmente “giustificare” legittimando “tanto la politica quanto le politiche” e, meglio annullare per contrasto all’insorgenza d’ogni ’antipolitica!
    Pertanto entrambi gli strumenti timone e vela, per meglio gestire l’azione di governo nel procedere, si rendono indispensabili e necessari al fine di gestire – governando le induzioni intrinsecamente imperniate sulle dinamiche
    centripeta rappresentata dalla Governabilità (dal timone del MAGGIORITARIO e
    centrifuga rappresentate (dalla vela – boma) dal livello di base del PROPORZIONALE
    per poter alla bisogna essere in modo puntuale, equilibrato e/o complementare azionati in ogni momento calibrandone l’opportuna intensità ed inclinazione (in gradi) alla bisogna.
    La cui efficienza ed efficacia risulterà direttamente proporzionale alla efficienza con la quale saranno correttamente e completamente senza impedimenti (soglie) stati montati per esprimere il massimo della loro funzionalità per prestanza d’azione da imprimere per raggio d’azione da poter imprimere “in acqua quanto nell’aria al vento dimostrando intrinseca agilità e flessibilità! Tutto questo per non comprometterne la stessa navigazione vanificandola ancora sul nascere alla partenza d’ogni tappa spazio temporale!
    giacché “il potere del mezzo lo divenga in rapporto alla profondità* e che l’attuabilità divenga possibilità in rapporto alla complessità!” (N. Bobbio)
    Imperocché un vero completo sistema abbisogna della indispensabile complementare imprescindibile presenza di entrambi gli strumenti: Vela (boma) e Timone quanto del Proporzionale e del Maggioritario al fine di rendere funzionale ed efficace l’azione di governo della stessa barca dall’equilibrio di galleggiamento in mantenimento per ovviamente speditamente poter meglio procedere, navigare, solcare, gli oceani ed in ultima analisi risultare competitiva.
    In ultima analisi, senza questi elementari basilari strumenti: vela e timone mancherebbero i presupposti per poter qualificarsi come sistema completo barca quanto di sistema paese completo che ambisca diventare una democrazia maturità senza voler assumerne tali prerequisiti di strutturale funzionalità senza quelli di Proporzionale e Maggioritario!
    Pertanto senza un sistema elettorale completo difficilmente ci si potrà muovere se non provvisto in altrettanto modo degli essenziali basilari complementari controbilancianti strumenti come precedentemente esposto rappresentati dal: Timone che ne rappresenta il MAGGIORITARIO per assolvere alla funzione incardinata sulla Governabilità; quanto dalla Vela (nello specifico al boma ) che ne rappresenta il PROPORZIONALE per svolgere la funzione imperniata sull’induzione della Rappresentatività
    Quindi, senza questi “naturali fisiologici” prerequisiti si manterrà soggiogato l’intero Paese ad una continuativa perversa transizione istituzionale esasperante, logorante come già da decenni continuativi è in atto e, vi restiamo così continuando inchiodati rimanervici in un siffatto anacronistico se non si provvederà come suddetto modo costantemente vittime di un siffatto autoreferenziale gioco dell’oca! L’ultimo referendum al varo: Guzzettam!? Non potrà che essere da meno! Giacché s’impianta e si estirpa, in modo indefesso ed a-sistemico, con ciclica alterna (sconnessa) artefatta faciloneria “il boma” rimpiazzandolo con il solo timone” o viceversa, oppure pur mantenendo boma e timone facendone per prolungamento un tutt’uno si ibrida la barca…. Eloquenti ne sono stati i modelli sin qui testati dal Mattarellum” al “Nespolum”all’attuale “Porcellum quanto lo sarà con il prossimo mortaretto: Guzzettam!
    Poiché non lo potrà mai essere un sistema quello dell’impiantare sulla stessa asta dell’albero della vela (oltretutto ridotta del 25% rispetto al suo potenziale) il timone (altrettanto decurtato del 75%) oppure, viceversa, piantando sul timone l’albero della vela per prolungamento ottenendo un tutt’uno quando da un siffatto inconcepibili, esecrabili e scandaloso procedere mai, si potranno ottenere “sistemi” con risultati positivi! E, come suddetto, le cronache della realtà con le ultime rilevazione UE quanto quelle FMI imprescindibilmente lo dimostrano che siamo “stabilmente” ultimi e fermi e ce lo rinfacciano quotidianamente dell’inefficacia e dell’inefficienza del sistema in corso!
    Giacché da tutti questi intrinsecamente incompleti – limitanti modelli non si potranno di conseguenza attendere che limitati risultati se non perversi quanto lo sarebbe ricorrendo ai soliti suddetti famigerati incompleti od ortopedici modelli frutto di impropri imbastardimenti che non potremmo che farci ritrovare dove siamo: fermi, immobili e bloccati se non rischiando malauguratamente di ritrovarci per effetto di un nuovo decretato affrettato riformismo incardinato sul solo decisionismo di casta con abbia un automobile a due soli blindati cingoli quanto un potenziale immanente a sorpresa bipartitismo chiuso potrebbe racchiudere per meglio inglobarci rispetto quanto ogni mezzo attrezzato con buon senso dovrebbe minimamente esprimesi con le sue appropriaste quattro ruote (più una di scorta) se automobile su strada e con una vela ed un timone correttamente allocati se per mare!?
    Quindi, per non venirne gabbati! Bisognerà muoversi darsi da fare per attrezzarsi a rendere funzionale la barca altrimenti si rischia di morire d’asfissia o da soffocante per impaludamento promosso da una siffatta sempre più chiusa a riccio autoreferenzialità!
    Quindi, SEMIALTERNO per incamminarci più nella aperta e libera profondità di una maggiore compiutezza della filogenesi democratica implementare e far suscitare l’entusiasmo necessario dei giovani quale linfa e lievito di un vero rinascimento aperto alle sempre nuove opportunità che una siffatta realtà sviscera!
    Per meglio rispondere al grido di libertà che viene dal futuro! By Giulio Mancabelli

  12. Riferimento alla lettera di Garibaldi pubblicata da “La Capitale
    A meno che sia una svista, non capisco perché per fare un semplice riferimento a una lettera di Garibaldi si dovrebbe mantenere l’anonimità. Vorrei solo precisare che il direttore del giornale “La Capitale” era all’epoca Ferdinando Dobelli (e non C. Dobelli), grande amico e corrispondente di Garibaldi,Zanardelli,Felice Cavallotti, ecc, sul quale sto scrivendo una breve biografia. Sono capitato per caso nel vostro sito appunto cercando riferimenti su Ferdinando e … altri Dobelli
    cari saluti
    Sergio Zampetti

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